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Frosinone: bene le occasioni, male il nervosismo

Un eccessivo nervosismo figlio, forse, della mancanza di serenità. Il Frosinone deve fare autocritica e prendere atto dei propri errori: se si va a cercare nella direzione di gara l’alibi per giustificare il pareggio con il Viareggio, si sbaglia di grosso. Nei quattro episodi decisivi il direttore di gara ha applicato il regolamento, onestà vuole che venga sottolineato: la faziosità è permessa ai tifosi, non agli addetti ai lavori. Il doppio giallo a Frabotta è stato giustamente definito «ineccepibile» dai telecronisti di ExtraTv Angelo Battisti e Fernando Cellitti nella riproposizione della partita. Il presunto fallo da rigore su Ciofani non può neppure essere considerato “presunto”, visto che l’attaccante perde l’equilibrio e va a terra in un normalissimo contatto in area: a testimonianza dell’inesistenza del fallo, il fatto che Daniel si rialzi e senza alcun accenno di protesta si rincammini verso il centrocampo. Per il terzo episodio, l’espulsione di Formato per proteste, manca ovviamente l’audio a bordo campo, ma se l’attenzione del direttore di gara viene richiamata dall’assistente, a pochi metri dal difensore, il ragazzo qualche parola di troppo deve essersela lasciata scappare. Infine l’espulsione di Blanchard: l’inquadratura non zooma verso il centro dell’area, però il movimento del difensore come se avesse dato una testata è ben visibile e per il regolamento il semplice gesto viene considerato un atto violento, anche se non si colpisce l’avversario.
Sulla prestazione, invece, le cose non sono andate male. Anzi, il Frosinone ha avuto più occasioni rispetto al Viareggio, anche dopo essere rimasto in inferiorità numerica. Il palo colpito da Ciofani grida vendetta e clamorose sono state pure le occasioni capitate a Frara, Aurelio e Blanchard. Progressi si sono visti anche per quanto riguarda il gioco espresso: il Frosinone è piaciuto molto di più rispetto alle ultime settimane. Restano quegli episodi che hanno denotato un Frosinone incapace di tenere i nervi ben saldi: dopo gli inviti a non essere fischiati dal pubblico, i giocatori giallazzurri avrebbero dovuto osservare ben altro comportamento. (Gabriele Margani)

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