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Frosinone, serve un cambio di passo

Criticare il Frosinone in questo momento potrebbe sembrare un paradosso. Quattro vittorie, delle quali tre consecutive, in sei partite di campionato; secondo posto in classifica; tutte le dirette concorrenti per la promozione in Serie B alle spalle. Sembrerebbe che tutto vada per il verso giusto, che la squadra giallazzurra goda di ottima salute e che non ci sia niente di cui doversi preoccupare. Sembrerebbe.
Perché non approfondire il cammino fin qui coperto dal Frosinone vuol dire non saper leggere quale sia la condizione attuale della squadra oppure significa essere degli ottimisti irresponsabili. Andando ad analizzare le sei partite di campionato giocate dai giallazzurri, ci si rende conto che in nessuna delle quatto gare vinte il Frosinone ha brillato: il brutto inizio di partita contro l’Ascoli e le prestazioni opache contro i non irresistibili Barletta e Paganese non possono essere dimenticati. Con la Nocerina c’è stato qualche miglioramento, ma neppure in quel caso la squadra di Stellone ha entusiasmato. E non appena il Frosinone ha incontrato due avversari di caratura superiore rispetto agli altri quattro, ovvero il Pisa e il Catanzaro, sono arrivati un pareggio e una sconfitta.
Le critiche intorno al Frosinone non vogliono essere distruttive, però non si può neppure far finta che vada tutto bene basandosi solo sui tredici punti in classifica. E del resto le critiche nascono proprio dal fatto che, per i mezzi di cui dispone la squadra, è possibile e doveroso fare molto meglio. E allora, senza tanti giri di parole, va detto in modo schietto: se il Frosinone dovesse continuare a giocare come ha fatto finora, con pochissime idee e una squadra lunghissima in campo, può scordarsi il primo posto. Perché non sempre ci si troverà di fronte avversari modesti che magari al 90′ buttano il pallone nella propria porta.
Stellone ha l’intelligenza e le capacità per dare un’identità alla sua squadra: è giunto il momento delle scelte. L’allenatore lasci stare gli esperimenti e il turnover e decida un modulo tattico e una formazione base sulla quale insistere. Solo così potrà ritrovare gioco e risultati non più sofferti e con essi anche gli applausi del pubblico, che ha tutto il diritto, nei limiti della civiltà, di fischiare quando non apprezza lo spettacolo in campo. Con buona pace degli ottimisti irresponsabili. (Gabriele Margani)

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