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Regione, una legge contro la violenza di genere

La commissione Cultura del Consiglio regionale del Lazio ha avviato l’iter della legge contro la violenza di genere. Dopo l’illustrazione delle due proposte presentate in materia, la commissione ha scelto un testo base nel quale confluirà la seconda proposta, di iniziativa della Giunta regionale.
Nel corso della seduta – la prima in cui si affronta il tema della violenza di genere – la commissione ha ospitato l’iniziativa “posto occupato”, riservando simbolicamente al tavolo dei commissari un posto per tutte le donne vittime di violenza.
«Oggi affrontiamo un tema molto importante, che ci tocca in modo profondo – ha detto il presidente Patanè – non soltanto per l’impressionante susseguirsi di episodi di violenza, ma anche perché ci consente di avviare una discussione sulla condizione della donna. Si tratta di un tema di grande impatto emotivo, che deve essere trattato con la giusta attenzione e accuratezza, nella  consapevolezza della sua complessità e della gravità del fenomeno. Per questo intendiamo avviare un percorso di partecipazione reale, che ci permetta di costruire una legge concreta, capace di intervenire sulla prevenzione, sul cambiamento di mentalità, sulla presa in cura delle vittime».
Nell’illustrare la proposta di legge di cui è primo firmatario, il consigliere Lupi ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di «dare risposte concrete sul territorio», non soltanto rispondendo all’emergenza, ma anche «mettendo in atto iniziative di sensibilizzazione, di cambiamento culturale e soprattutto di prevenzione». L’intenzione è quella di «mettere in rete le buone prassi» e le attività svolte dagli operatori sanitari, sociali, di primo soccorso e delle forze di polizia; oltre a istituire percorsi di formazione, garantire fondi ai centri antiviolenza e sostenere il reinserimento lavorativo e abitativo delle vittime. La proposta di Giunta è invece tutta incentrata sull’istituzione di un Osservatorio regionale per le pari opportunità e la violenza di genere, quale strumento “di servizio” e supporto agli organismi di parità, alle associazioni del settore, alle istituzioni e alle imprese che operano nel territorio regionale.
La consigliera Bonafoni, evidenziando che quello della violenza sulle donne è un fenomeno «strutturale e prettamente culturale», ha sottolineato l’importanza della messa in atto di «politiche integrate» e ha chiesto un impegno a mettere a disposizione della legge risorse adeguate, che non siano sostitutive ma aggiuntive rispetto a quelle destinate ai centri antiviolenza. Il tema di una copertura finanziaria adeguata è stato sollevato anche dai consiglieri Petrassi e Daniela Bianchi (Per il Lazio). Quest’ultima ha anche posto l’accento sulla necessità di «garantire sufficienti posti e ospitalità nelle case rifugio», mentre Petrassi ha sollevato la questione dell’uniformità dei codici assegnati in Pronto Soccorso. Rispetto a questo aspetto la consigliera Gaia Pernarella (M5S) ha rilevato la necessità di prevedere anche la presenza di un supporto psicologico e di garantire un’adeguata formazione di operatori delle forze dell’ordine, dei servizi sociali e degli enti pubblici. Sollevata, inoltre, la questione dell’indipendenza economica delle vittime: «Spesso è proprio per questo che la donna subisce violenze reiterate». Anche la consigliera Giancola ha chiesto di porre «attenzione ai percorsi di messa in sicurezza delle vittime di violenza», mentre rispetto al tema della formazione ha proposto la realizzazione nelle scuole di «laboratori e corsi di educazione al linguaggio di genere». Dal consigliere Gianluca Perilli (M5S), infine, l’invito a «mantenere il fuoco sugli argomenti che con la proposta di legge si intende andare a regolare».

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