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Frosinone, che occasione sprecata col Benevento

Uno dei più grandi allenatori del calcio italiano, il Barone Nils Liedholm, amava ripetere che in dieci si gioca meglio che in undici. Per il Frosinone questo concetto va ribaltato: meglio attaccare una squadra che gioca in undici che una con dieci giocatori. Oggi pomeriggio i giallazzurri hanno avuto una buonissima occasione per far sprofondare il Benevento a nove punti di distanza e aprire ufficialmente la crisi in casa giallorossa e invece non sono stati capaci di scardinare la difesa ospite e sfruttare la superiorità numerica nel corso dell’intera partita. L’espulsione di Anaclerio al 6′ – cartellino rosso sacrosanto per intervento con la mano del difensore del Benevento a interrompere un’interessante azione di Daniel Ciofani – avrebbe potuto, o dovuto, cambiare la partita. E invece il Frosinone non è riuscito a sfruttare l’uomo in più e alla fine si è dovuto “accontentare” di uno 0-0 che non può far sorridere una squadra che vuole vincere il campionato.
I demeriti del mancato successo vanno divisi equamente tra le punte, ancora imprecise sotto porta nonostante i due legni colpiti, e Stellone. Daniel Ciofani sembra un lontanissimo cugino di quello che negli ultimi cinque anni ha gonfiato le reti ovunque giocasse. Curiale deve imparare ad andare incontro al pallone e non a nascondersi dietro il difensore avversario in attesa di un suo improbabile “liscio”. A Cesaretti sono state concesse occasioni a ripetizione: ora è il momento di puntare definitivamente su altri giocatori. Il solo Aurelio, quando è entrato, ha dato imprevedibilità all’attacco giallazzurro, ma a nulla sono valse le “serpentine” della punta napoletana.
Stellone, come detto, ci ha messo del suo. Il Frosinone continua ad avere scarsissime idee – a questa squadra, comunque, mancano il D’Antoni o l’Anaclerio del 2006 – e l’allenatore, quando il risultato non si sblocca, va costantemente ad intasare l’attacco inserendo punte a ripetizione.
E così, alla fine, solo il Benevento può sorridere per questo pareggio. Perché il Frosinone non può davvero accettare il punto con soddisfazione.

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