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Frosinone, serve un’identità

Il Frosinone archivia la partita col Benevento e prepara la sfida di Coppa Italia all’Ischia. Nemmeno il tempo di mettere da parte il non esaltante pareggio di ieri, che i giallazzurri devono già pensare al primo match del terzo turno della competizione riservata alle squadre di Lega Pro. Mercoledì alle 14 il Frosinone, contro la squadra dell’ex Campilongo, si porrà l’obiettivo di iniziare col piede giusto il mini girone. E’ scontato il ricorso al turnover contro un Ischia che ieri in campionato ha vinto sul campo dell’Aprilia – avversario del Frosinone nel precedente turno di Coppa di Lega Pro – per 1-2.
Facendo un passo indietro, però, la delusione per aver sprecato una ghiottissima occasione non è stata ancora digerita. Raramente capitano circostanze come quella verificatasi contro il Benevento: l’espulsione di un giocatore avversario ad inizio partita è un evento che deve essere sfruttato al massimo, anche se di fronte si ha la squadra più forte del girone. Il Frosinone non è riuscito a farlo e ora può solo leccarsi le ferite per quei due punti buttati.
Tra i giallazzurri regna una certa confusione e le decisioni di Stellone non aiutano i giocatori a trovare una precisa identità. Quello visto ieri ad inizio partita è stato il sesto modulo tattico adottato dall’inizio del campionato. Dopo il 4-3-3, il 4-2-4, il 4-3-1-2, il 4-2-3-1 e il 3-4-1-2 utilizzato col Pontedera, ieri il Frosinone si è schierato per la prima volta in questa stagione con il 4-4-2 classico, con gli esterni di centrocampo sulla linea dei due interni. Uno schema, questo, cambiato dopo pochi minuti, visto che il Frosinone è passato quasi subito al 4-3-1-2. La duttilità può essere un pregio e le squadre avversarie vanno oggettivamente in difficoltà quando si cambia la disposizione tattica da un momento all’altro. Però alla lunga le continue variazioni possono essere controproducenti. I giocatori, come detto, vanno in confusione e finiscono anche per “indispettirsi” di fronte ai cambi di ruolo. Finora Soddimo, Gessa, Matteo Ciofani e, soprattutto, Frara hanno ricoperto ciascuno almeno tre ruoli differenti l’uno dall’altro. Il capitano, in particolare, nelle dieci partite fin qui giocate è stato impiegato in tutti i ruoli del centrocampo – mezzala destra e sinistra, esterno in una linea a quattro e perfino vertice basso in un reparto a tre – e in un paio della difesa: terzino destro e sinistro.
Eppure l’emergenza si è verificata solo col Pontedera. Magari anche col Grosseto, a voler essere “generosi”. Per il resto del campionato le soluzioni non mancavano: le continue rivoluzioni, insomma, non hanno avuto ragione d’essere.
E allora Stellone decida finalmente quale tipo di Frosinone ha in mente e insista su quello. Soprattutto, il tecnico scelga una soluzione tattica da portare avanti per il resto della stagione e a quella “affianchi” un modulo alternativo, uno solo però. Vedrà che la squadra ne trarrà giovamento, sapendo cosa fare in campo. (Gabriele Margani)

Foto di Roberto Celani

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