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Legge di Stabilità, presidio davanti la Prefettura

Quattro ore di sciopero generale per manifestare il proprio dissenso nei confronti della Legge di Stabilità varata dal Governo.
Le confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, alle quali si è aggiunta la UGL, hanno proclamato lo sciopero contro la manovra voluta dal Governo del premier Enrico Letta. Nella provincia di Frosinone lo sciopero andrà in scena mercoledì per quattro ore. Questa mattina presso la sede della CISL di Frosinone in via Pescennio Nigro i segretari delle confederazioni hanno illustrato i motivi dello sciopero. All’appuntamento sono intervenuti Pietro Maceroni (CISL), Guido Tomassi (CGIL), Gabriele Stamegna (UIL) ed Enzo Valente (UGL).
Nella conferenza stampa sono state illustrate le modalità dell’agitazione, con un presidio a partire dalle 10 di mercoledì davanti alla Prefettura, al termine del quale verrà consegnato al Prefetto un documento contenente i motivi della protesta. I sindacati rivendicano il diritto di sciopero contro un provvedimento che è stato criticato pure da Corte dei Conti, Istat, Banca d’Italia e Confindustria. Mai, è stato spiegato, la crisi ha raggiunto il picco registrato nel 2013 e la Legge di Stabilità appare una misura insufficiente e inefficace per contrastarla questa crisi.
Nella provincia di Frosinone, poi, la gravità della crisi si sta avvertendo più che in altre parti. Sono circa 102.000 nel nostro territorio i disoccupati o gli inoccupati. La situazione, insomma, è drammatica e le risposte sono inadeguate, perché manca una politica volta ad incentivare il lavoro e ad alleggerire il peso fiscale. Quello che i sindacati pretendono dal Governo è una spinta al Paese.
Quali le misure che CGIL, CISL, UIL e UGL chiedono in concreto? Per prima cosa revisione della spesa pubblica, poi tagli dei costi della politica con l’abolizione immediata delle province e, per finire, redistribuzione della ricchezza. Nel corso dell’incontro di oggi è stato spiegato che in Italia aumentano contemporaneamente i disoccupati e i nuovi ricchi, con una forbice sempre più ampia tra le due categorie di persone. C’è un dato, in particolare, che fotografa al meglio la situazione: oggi il 15% delle pensioni d’oro assorbe il 47% del fondo pensionistico. In pratica, poche persone godono di quasi la metà dei fondi destinati alle pensioni. CGIL, CISL, UIL e UGL chiedono che il Governo metta mano a questo stato di cose. L’appuntamento, allora, è per mercoledì alle 10 davanti al Palazzo della Prefettura in piazza della Libertà.

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