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Mobilitazione universitaria contro i tagli agli atenei

La Federazione Cisl-Università della provincia di Frosinone denuncia la politica adottata dal Governo sui tagli indiscriminati, su tutte le norme recessive e sui decreti promessi (e mai applicati) per il risanamento degli Atenei.
In un Paese che vuole emergere da una crisi storica non si può pensare di voler combattere con manovre restrittive e dannose solo contro il mondo del pubblico impiego. E’ necessario mettere in atto la contrattazione di secondo livello al fine di distribuire gli incrementi di qualità e produttività creati a livello decentrato, utilizzando anche le risorse provenienti da sprechi, inefficienze e da cattiva gestione.
E’ chiaramente fallimentare la politica messa in piedi dal Governo e dal ministro Carrozza: voler ridurre la spesa dello Stato a danno dei lavoratori con l’attuazione di altro precariato senza risolvere quello già esistente, pensare alla mobilità, al pensionamento obbligatorio dei docenti ordinari, al blocco del ricambio generazionale della compagine universitaria, attribuire poteri immensi ai Rettori che, con l’avvento della Legge Gelmini hanno trasformato una azienda pubblica in una azienda propria, porterà ad una morte lenta degli Atenei, a favore delle università private. Con la scusa dell’autonomia responsabile, della meritocrazia e della competizione, si vorrebbero nascondere i tagli, lo svuotamento del diritto allo studio, l’espulsione di migliaia di lavoratori precari, l’azzeramento della ricerca e il blocco delle carriere e delle retribuzioni.
I precari, sia docenti che tecnici, sono tenuti in uno stato di incertezza  e di subalternità senza che si intraveda, per il futuro, una certezza di trasformazione del loro rapporto di lavoro da determinato a indeterminato.
La compagine studentesca si è vista aumentare le tasse e diminuire i servizi e le borse di studio.
Il personale docente vede aumentare il carico di lavoro senza avere la certezza della carriera né lo sblocco della retribuzione. La nascita dell’abilitazione nazionale ha danneggiato i non abilitati e ha inserito in lunghissime liste di attesa gli abilitati.
La recente emanazione del D.M. 09-08-2013, n.713, con cui sono stati definiti i criteri e il contingente assunzionale delle università statali per l’anno 2013, conferma il nostro giudizio critico e ci impone di esercitare un intervento convinto affinché sia valutata l’assunzione di provvedimenti d’urgenza per sospendere l’efficacia del decreto, necessario a modificare e ad individuare indicatori capaci ed esaustivi che possano interpretare a pieno le diverse realtà che compongono il sistema universitario italiano, garantendo a tutti, anche ai piccoli Atenei, dei punti organici efficienti ed equilibrati.
Tutto ciò ci impone di chiedere al Governo, e principalmente al ministro Carrozza, di intervenire in modo da poter risolvere, anche in parte, le problematiche denunciate, in modo da risollevare le condizioni economiche del personale universitario. Le OO.SS. in tutti gli Atenei, nella settimana che va dal 18 al 23 novembre, nelle assemblee denunciano come il sistema statale sia continuamente e progressivamente sottoposto a pesanti attacchi di diversa natura, che stanno portando ad una vera e propria implosione. Ciò che è necessario fare è sicuramente “stare uniti” per tutelare sia la permanenza nel territorio dell’ateneo, sia per tutelare il posto di lavoro. La politica deve capire che, per avviare la ripresa del nostro Paese, è importante investire in maniera sostanziale anche nella ricerca, nell’innovazione e nella cultura in genere. (Francesco Cuzzi – Segretario Provinciale Federazione Cisl-Università)

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