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Multiservizi, riunita l’Assemblea dei soci

All’Assemblea dei soci della Frosinone Multiservizi, dopo svariati anni, ha preso parte anche la Regione Lazio con il socio di maggioranza Sviluppo Lazio, così come promesso dal presidente Zingaretti un mese fa.
L’importanza dell’incontro è nel fatto che la Regione Lazio da tempo ha manifestato l’interesse nel ripianamento dei debiti dell’anno 2012 che dovrebbero aggirarsi intorno a 3,5 milioni di euro, nei quali è compreso anche il TFR dei lavoratori non ancora saldato, nella quota parte propria che è il 49% del totale. La Regione ha proposto anche agli altri Enti la disponibilità alla chiusura della vicenda nel suo complesso. Cosa hanno risposto gli altri soci?
Tutti attendevano la posizione di Frosinone, l’Ente che ha sollevato da tempo la questione del ripianamento delle perdite: ha risposto che in bilancio non è prevista la quota parte del 20% da coprire.
Inoltre alle perdite dell’anno 2012 sono da sommarsi le ulteriori perdite dell’anno 2013 dovute alle vecchie cause di lavoro degli “84”. Ed entro la fine dell’anno vi potrebbero essere altre centinaia di nuove cause da affrontare per il riconoscimento del lavoro svolto, contro la manovra delle cooperative, per avere il TFR. La perdita quindi è da considerarsi in aumento. Per questo gli Enti si sono aggiornati a fra qualche settimana per valutare le proiezioni delle reali e possibili perdite, affinché si posa decidere di ripianare o altro.
L’auspicio degli Enti quindi sarebbe quello del fallimento (possibile?) o che i dipendenti non inoltrino nuove cause a cominciare da quella del TFR.
Si confermano quindi le preoccupazioni dei lavoratori.
Il Comune di Frosinone, principale protagonista in negativo, ha fatto un’operazione di cui non ha tenuto conto delle conseguenze nel medio e lungo termine. Esternalizza servizi, abbassa il salario, licenzia i lavoratori, cancella una società pubblica, regala servizi senza gara; si ritrova a coprire il 20% di un possibile debito da 4 a 6 milioni di euro e si espone e fa esporre le cooperative a massicce cause di difficile soluzione.
2) Il debito della società è esponenziale e ricade tutto sui cittadini. L’auspicio del fallimento potrebbe essere l’unica soluzione: sarà possibile far fallire una società pubblica dove vi si sono scaricati debiti dell’Ente? I lavoratori faranno di tutto per impedirlo.
3) Con la via suggerita dai lavoratori e fatta propria dalla Regione Lazio le perdite potrebbero essere contenute, le cause di lavoro ritirate e soprattutto si ridarebbe dignità ai servizi e ai lavoratori con una società pubblica.
Ora le parti sociali attendono una convocazione regionale, sul tavolo politico, dove ora le posizioni sono ufficialmente chiare: c’è chi vorrebbe trovare una soluzione cercando di chiudere le vicende passate e chi non vuole trovare soluzioni per il futuro e non ha la minima intenzione di pensare alle macerie che si è lasciato dietro.
Piacentini ripete che la strada oramai è tracciata; Ottaviani risponde come un disco rotto. Le parti politiche, anche di maggioranza, cosa dicono? Abbruzzese che si è espresso a favore di una soluzione pubblica in Consiglio a Frosinone da chi sarebbe rappresentato? Le altre formazioni avranno un pensiero o sono annichilite dallo strapotere del verbo del sindaco? E intanto centinaia di famiglie di Frosinone, Alatri e provincia vedono la disoccupazione senza reddito alle porte. (Comunicato Stampa Comitato Lotta Frosinone)

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