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Nuoro, folla per l’addio a Luca Tanzi

«Oggi piangiamo un uomo, un appartenente della Polizia di Stato che con dedizione, grande coraggio e sprezzo del pericolo si è messo a disposizione di tutti e soprattutto della sua terra, perché era un poliziotto che rivendicava la sua appartenenza al suo territorio». Con queste parole il capo della Polizia, Alessandro Pansa, ha ricordato a Nuoro, durante il funerale, Luca Tanzi, il poliziotto di 44 anni della Squadriglia di Nuoro morto durante il nubifragio di lunedì mentre scortava con i suoi tre colleghi un’ambulanza a Dorgali. Luca era il figlio di un cittadino di San Giovanni Incarico trasferitosi anni fa in Sardegna. La chiesa del Sacro Cuore, dove alle 10 è stato dato l’ultimo saluto all’assistente capo della Squadra Mobile di Nuoro, era gremita di persone. Tanti colleghi, tutti i questori dell’isola, il presidente della Regione e molte autorità. Sul feretro i figli dell’agente, di 11 e 7 anni, hanno poggiato i guanti da portiere e vicino alla bara un pallone, sullo stesso feretro il cappello dell’agente e i gradi. Simboli delle due grandi passioni di Luca Tanzi, il calcio ed il lavoro, l’appartenenza alla Polizia di Stato. Durante la sua omelia il vescovo Mosè Marcia, parlando di Tanzi, ha descritto il suo ruolo di educatore, l’amore per i suoi figli, per la sua famiglia e per i bambini in genere. Un’omelia carica di amarezza, quella del vescovo, che si è trasformata anche in un atto di accusa contro la società. «Luca è morto perché a volte non abbiamo custodito la natura – ha detto monsignor Marcia – ma l’abbiamo violata. Per il profitto del singolo abbiamo trascurato l’uomo e il bene comune e la natura è finita al centro di un sistema che è al centro del profitto». Un nuovo atto d’accusa nei confronti della società dopo quello lanciato ieri dal vescovo di Tempio, monsignor Sebastiano Sanguinetti, durante i funerali della vittime di Olbia. Il feretro è stato poi salutato dal picchetto dei colleghi della Squadriglia di Nuoro e da quello dei carabinieri. (Fonte: L’Unione Sarda)

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