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Piano Casa, associazioni ambientaliste preoccupate

La Commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica del Consiglio regionale del Lazio ha ricevuto in audizione le associazioni ambientaliste sulle due proposte di legge di modifica del Piano Casa approvato dalla precedente amministrazione.
Come ha ricordato il presidente Panunzi, si è trattato dell’ultima di una serie di audizioni: «Abbiamo ascoltato circa 70 associazioni, ora occorre procedere spediti al licenziamento della Pdl 76, oggetto di un accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, e in maniera più ponderata sulla Pdl 75, di iniziativa della Giunta regionale». In attesa dell’approvazione della Pdl 76, il giudizio presso la Corte Costituzionale è stato infatti sospeso. In ogni caso «ci sarà tempo fino al 12 novembre per depositare osservazioni, relazioni ed emendamenti».
Le sigle presenti all’incontro, dall’Associazione Ambiente e Società a Legambiente, dal Wwf a Italia Nostra, dal Laboratorio Carteinregola al Forum Salviamo il paesaggio, hanno manifestato preoccupazione in particolare sulla pdl 75, che concerne una serie di modifiche a quattro leggi regionali fra cui quelle di più ampia portata sono quelle apportate al Piano Casa. Secondo la maggioranza delle associazioni, il Piano Casa andrebbe infatti revocato o altrimenti modificato ampiamente nel senso di una maggiore tutela del territorio e del patrimonio edilizio esistente, tenendo in considerazione le direttive europee.
Altro punto fondamentale per le associazioni, la durata del Piano Casa, che secondo l’intesa Stato-Regioni doveva essere di 18 mesi. Dare una scadenza brevissima la richiesta (Italia Nostra), «l’indeterminatezza della durata blocca l’apertura di una nuova stagione urbanistica» per Legambiente. Secondo il Wwf, l’attuale Piano Casa è «una vera e propria programmazione che doveva prevedere uno studio prodromico che a tutt’oggi non è avvenuto» e si richiede che venga sottoposto a Valutazione ambientale strategica. Grandi timori anche per le norme sui cambi di destinazione d’uso e l’housing sociale (alloggi a canone calmierato), definito «una foglia di fico» (Carteinregola). A questo proposito l’associazione inquilini Ater ha chiesto di risolvere il nodo dell’emergenza abitativa e anche la possibilità reale di ristrutturare gli stabili. Insomma, dalle associazioni ambientaliste, che hanno ricordato di aver fortemente criticato il Piano della Giunta Polverini, è pervenuta la richiesta di un «vero cambio di tendenza» rispetto alla passata stagione.

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