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Rifiuti, scarichi e abbandono: come è morto il Cosa

Qualche decennio fa – lo raccontano i frusinati con qualche capello bianco – era un luogo unico. Addirittura in estate ci si andava a fare il bagno nelle sue acque. Oggi il fiume Cosa è diventato un elemento insignificante, addirittura un fastidio per molti, in primis gli amministratori che si sono avvicendati al governo di Frosinone negli ultimi anni.
Si è tornato a parlare del Cosa solo dopo la frana verificatasi nei pressi del viadotto Biondi lo scorso marzo. Fino ad allora era stato dimenticato, bistrattato, addirittura violentato. Passeggiando nei pressi del suo alveo si può trovare di tutto: scarichi che danno direttamente sul letto del fiume, alberi e rami spezzati che creano continue situazioni di allarme con le piogge abbondanti e rifiuti ovunque. Nel corso del tempo il Cosa è diventato teatro di un’immensa discarica a cielo aperto: l’inciviltà della gente ha trovato conforto nella “distrazione” degli amministratori, che non si sono interessati a quanto si stava verificando nel fiume. Si vuole pensare che possa esserci una possibilità di riqualificare e valorizzare il Cosa, ma servirebbe un drastico cambiamento culturale. (Gabriele Margani)

Foto di Luca Lisi. E’ assolutamente vietata la pubblicazione o la riproduzione delle foto su giornali, riviste o altri siti internet.

 

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