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Violenza sulle donne, concorso premia gli studenti

Sala dell’amministrazione provinciale di Frosinone gremita per la premiazione del concorso “Il sasso nell’acqua… a cerchi concentrici”, organizzato dall’Auser del Frusinate, la Rete degli Studenti Medi di Frosinone in collaborazione con 3AGE e Altri Colori, al quale hanno partecipato e contribuito le istituzioni, le forze dell’ordine e gli operatori delle associazioni.
Il concorso sulla violenza contro le donne, premiato nella Giornata internazionale dedicata, ha riscosso molto successo nelle scuole della provincia, dimostrando la sensibilità e l’interesse degli studenti nei confronti di un tema complesso e preoccupante.
Infatti, sebbene il nostro Stato, la cui legge fondamentale è la Costituzione, garantisca un’uguaglianza formale ed operi per essa, nella sostanza questa uguaglianza ancora non è stata raggiunta, perché sono tante le problematiche che rendono ogni giorno di più questo Paese ostile e inospitale verso le donne. Dalla diminuzione dei consultori all’assenza di educazione sessuale nelle scuole fino alla battaglia per ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco, emblema della brutalità che caratterizza il mondo del lavoro precario in cui viviamo, in cui le prime a fare le spese dell’assenza di tutele, di welfare, di diritti sono proprio le donne, costrette a scegliere fra la costruzione di una famiglia, il futuro, la maternità e il mantenimento del proprio lavoro.
Per questo motivo bisogna legiferare tenendo conto delle reali esigenze delle donne maltrattate, perché fino a poco tempo fa coloro che denunciavano maltrattamenti spesso ritiravano l’esposto per timore. Ora, invece, che con la legge s’impedisce il ritiro della denuncia, si è costretti a rimanere in silenzio. Quello che occorre, allora, è un sistema di welfare a sostegno delle donne maltrattate, dando loro un’alternativa al continuare a vivere in determinate condizioni.
La Rete degli Studenti Medi di Frosinone ribadisce che l’inversione di marcia è possibile solo ripartendo dalle scuole per una riforma culturale che deve rimediare anche e soprattutto all’assenza sui libri di testo d’importanti donne “accantonate”, che hanno scritto altrettanti importanti pagine di storia.

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