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Frosinone, alla Villa Comunale la mostra di Grey Est

Nell’ambito della rassegna “Arte visiva contemporanea”, curata da Alfio Borghese e patrocinata dall’amministrazione comunale di Frosinone, si tiene fino al 31 dicembre, alla Villa Comunale, la mostra d’arte contemporanea “Il calore del Colore” dell’artista Grey Estela Adames, in arte Grey Est, ad ingresso gratuito e con i seguenti orari di apertura al pubblico: 10-13 e 16-20.
Calore e colore si fondono in un indissolubile connubio dove l’arte si sprigiona dall’io interiore per portarsi su una tela e rivelarsi in tutta la sua espressione che avvolge colui che la guarda, rimanendo estasiato e nel contempo trasportato verso di essa. «Calore e Colore, sembra solo un gioco di parole e, forse, lo è. Ma quando il calore sprigiona l’energia giusta, eccolo che giunge a liquefarsi fino a diventare colore. Accade tutto come fosse il risultato alchemico di una veggenza rispettosa, mediata e colta, attraverso la quale Grey Est riesce ad esprimersi unendo il sensibile al soprasensibile. L’artista diventa così un anello di congiunzione tra mondi  lontani ma – al tempo stesso – uniti, offrendo percezioni ed emozioni di luce intensa. Le sue esplorazioni cromatiche arrivano allora ad aprire spazi ad un’idea dell’immagine intesa come condensazione pura di un’essenza: quella che sull’anima sa di esercitare un’influenza calda, colorata e diretta. Prende vita così una pregnante esigenza dello spirito che riflette e rinforza i colori stessi dell’arcobaleno, mantenendo l’accento su quell’originale duttilità creativa che, nella leggerezza delle forme, Grey Est propone, ad esempio, con gli animali. Sono “bestie” da amare e non da fuggire, osservate infatti da un’angolatura che considera il rapporto quotidiano con la bellezza, con gli odori evocativi dei ricordi e con i profumi di quella dimensione allegorica dell’esistenza umana che, attraverso mille sfumature di colori, si trasforma in una nuova malleabile realtà».
Questa è Grey Est, un’artista che non viene dalle Accademie; ma la “sua” accademia è una stanza infinita all’interno della sua anima.
Grey Estela Adames, in arte Grey Est, nasce nella Repubblica Dominicana, dove passa la prima infanzia in una natura incontaminata nella tenuta dei nonni materni. Poi la famiglia si trasferisce a Caracas (Venezuela), lì finisce i suoi studi e diventa appassionata di teatro, lavorando con alcuni laboratori teatrali, tra i quali la scuola di Arturo Placencia e il laboratorio di Rejatabla, rinomato gruppo teatrale del Venezuela. Contemporaneamente inizia a lavorare come modella con alcune agenzie locali e come agente di vendita per la famosa catena alberghiera Hilton Suite.
La seconda metà della sua esistenza inizia quando si innamora di un cittadino italiano con il quale si sposa. Cambia la sua vita, dando più spazio al ruolo di madre e moglie. Nel frattempo studia le opere dei più grandi artisti di tutti i tempi. La vita va avanti, un giorno compra un cartone telato per il figlio e dipinge quasi per caso: rovesciando la sua emozione su di esso, sente qualcosa che non aveva mai provato prima, un’emozione forte in grado di scuoterla dentro. Inizia a studiare i colori e le tecniche di pittura intraprendendo un percorso in solitario, dando vita ad un nuovo viaggio umano e artistico. Si rende conto che le sue opere nascono da un istinto viscerale per l’arte, senza preparazione alcuna, senza schizzo preparatorio dove l’osservatore viene catturato dalla loro bellezza e sensualità. Per Grey Est l’arte è uno strumento per scavare in profondità l’animo umano, è in grado di suscitare emozioni e domande sulla esistenza stessa.
Ritiene che l’arte della pittura sia un forte veicolo di integrazione dei popoli, in un mondo dove la differenza razziale allontana le persone. Promuove attività culturali al fine di demolire le barriere sociali che alimentano il pregiudizio razziale tra le nazioni.

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