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Frosinone, una vittoria dal sapore… familiare

I fratelli Ciofani spazzano via il Lecce. Due gol di Daniel (nella foto di Luca Lisi) e il terzo di Matteo hanno mandato al tappeto un avversario sceso in campo al Matusa forse con un pizzico di supponenza. Il Frosinone, viceversa, è sembrato più “squadra”, nel senso che i giocatori di Stellone hanno dato l’impressione di volersi aiutare l’uno con l’altro molto più di quanto non facessero quelli giallorossi. Il gol di Miccoli, però, aveva messo i brividi addosso ai tifosi del Frosinone. Perché sembrava che il Lecce potesse far valere un maggior tasso tecnico (nel Frosinone, non va dimenticato, mancavano Frara, Soddimo, Curiale e Biasi e Gessa era solo in panchina) e che in quel momento avesse maggiori energie mentali da spendere. In effetti dopo il vantaggio pugliese, giunto intorno al 20′, il Frosinone ha sbandato un po’. Con il passare dei minuti, però, la squadra di Stellone è cresciuta, anche se l’episodio del calcio di rigore poco dopo la mezz’ora è capitato quando ancora il Lecce si stava esprimendo meglio: dal dischetto, comunque, Daniel Ciofani ha riacciuffato il pareggio.
A quel punto la partita è decisamente cambiata. Il Frosinone ha ritrovato coraggio, aiutato dall’incitamento dei suoi tifosi e da un po’ di fortuna che non guasta mai. E così nel secondo tempo è maturato il sorpasso, ancora con Daniel, autore di un gol da bomber vero, e poi con il fratello Matteo. Ecco, l’episodio del terzo gol dimostra che le perplessità legate alla preparazione atletica insufficiente vanno, almeno per il momento, allontanate. Il difensore si è fatto trenta metri di corsa per andare a ricevere quel pallone in area avversaria. E mancavano solo poco più di dieci minuti alla fine della partita. Le condizioni fisiche dei fratelli Ciofani, di Russo, di Altobelli e di qualche altro giocatore testimoniano la bontà del lavoro dello staff tecnico. Più indietro è qualche altro giallazzurro, ma si tratta di elementi reduci da infortunio (Carrus e Crivello) o che hanno giocato poco per scelta tecnica. Il 3-1 sul Lecce, in conclusione, è un risultato che deve riportare positività nell’intero ambiente. I successi si costruiscono quando tutte le componenti sono compatte: alla squadra di Stellone va data maggiore fiducia, in fondo l’ha meritata per i risultati fin qui raggiunti.
Una nota di colore in conclusione. La frase migliore sentita al Matusa, come ha segnalato il nostro amico Emanuele, è stata urlata all’indirizzo di Stellone da un tifoso seduto ai Distinti: «Stellò, fà entrà pure glie padre de Ciofani». La vera, impareggiabile ironia ciociara. (Gabriele Margani)

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