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Frosinone, viaggio sulle tracce dei Volsci

Si rinnova oggi l’appuntamento con “Natale al Museo”. Il corposo programma predisposto dalla direttrice del Museo archeologico di Frosinone, Maria Teresa Onorati, prevede, questa volta, un “viaggio” fisico e virtuale nella Frusino volsca.
Tra i vari popoli, infatti, che abitavano il territorio laziale prima della conquista romana, gli antichi storici ricordano i Volsci. Come nel caso dei Sabini, degli Ernici o degli Equi, anche i Volsci appaiono nello scenario storico quando entrano in contatto con Roma, forse già nel VII secolo a.C.: il quarto re di Roma, Anco Marcio, avrebbe assediato una loro città (Velitrae-Velletri) e il primo ponte stabile in legno gettato sul Tevere durante il suo regno, Sublicium pon[tem], deriverebbe il suo nome dalla lingua volsca.
Gli storici greci e romani, oltre a tramandare gli eventi che intrecciano la storia di Roma a quella dei vari popoli dell’Italia antica, si soffermavano anche sulla loro origine: nel caso dei Volsci l’ipotesi prevalente era quella di una loro provenienza dal mare e in particolare dalla Sicilia.
La storiografia moderna tende a sostituire il concetto di origine di un popolo, sostituendolo con quello di formazione: il popolo dei Volsci che, per quanto finora noto sulla lingua, l’alfabeto e le istituzioni politiche, appare agganciato all’Italia centro-appenninica, dovette formarsi in un lungo periodo di tempo, attraverso fenomeni di mobilità geografica e sociale e il contributo di elementi culturali sia indigeni sia provenienti da altre aree.
I dati archeologici di Frosinone e di altri centri della provincia, contemporanei ai primi indizi storici della presenza dei Volsci nel Lazio, consistono soprattutto in ceramiche, armi e oggetti di ornamento personale diffusi anche nelle limitrofe aree della Campania settentrionale e dell’Abruzzo. E’ questo il caso delle anforette a corpo costolato rinvenute in contesti funerari a Frosinone e a Boville Ernica e largamente attestate in diversi centri campani, fino a Capua, oltre che nella necropoli abruzzese di Alfedena. Una distribuzione analoga si registra anche per altri tipi ceramici di impasto e per gli ornamenti, come le fibule in ferro con arco a bozze trovate a Boville Ernica.
Nel quadro degli scambi e dei contatti che dovevano interessare il bacino del Sacco-Liri, da sempre collegato ai comprensori limitrofi grazie ai naturali canali di percorrenza in direzione nord-sud ed est-ovest, un particolare significato riveste l’antefissa Valle, rinvenuta a Frosinone nel 1926: si tratta di una testa femminile in terracotta, databile alla fine del VI secolo a.C., derivata da un modello di origine etrusca, accolto anche a Roma e poi diffuso verso sud in diversi centri latini ed ernici. Importanti ritrovamenti a Frosinone degli scorsi anni Sessanta e Settanta, in parte recuperati nel 1993 ed esposti al pubblico dal 1994, hanno evidenziato sul versante sud-ovest del centro abitato e nel fondovalle percorso dal Cosa una serie di aree adibite in epoca tardo-arcaica a scopo funerario, con tombe isolate o a gruppi del tipo a fossa con copertura a tegoloni di terracotta o a lastre di pietra. Altre diverse decine di tombe dello stesso periodo, con corredi funerari indisponibili, sono state scavate negli anni 2005 e 2007 lungo la sponda destra del fiume, presso il lato est di piazzale De Matthaeis e la stazione di valle dell’ascensore inclinato.
Le strette analogie riscontrate tra i corredi funerari scoperti a Frosinone e quelli delle coeve necropoli di Satricum, centro della pianura pontina occupato dai Volsci nel V secolo a.C., ne hanno permesso l’attribuzione alla fase volsca di Frusino e di conoscere gli aspetti della cultura materiale di questa popolazione preromana, stanziata nel Lazio sia interno che costiero e nota dalle fonti storiche quasi esclusivamente sotto il profilo politico-militare in relazione alla loro tenace e secolare opposizione all’espansione di Roma.
L’appuntamento imperdibile è, quindi, per tutti per questo pomeriggio, alle 17, al Museo archeologico comunale in via XX settembre, nei pressi della Cattedrale di Santa Maria Assunta.

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