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L’ex cartiera di Ceccano diventa sede della Videocoop

«La Videocoop, cooperativa di lavoratori della ex Videocon, ha finalmente una casa. A destinarla è stato il Comune di Ceccano con una delibera di Giunta emanata in questi giorni e che designa l’ex cartiera Savoni della città come sede operativa. Una struttura affacciata sul fiume Sacco, nata con fondi regionali e che oggi torna a nuova vita con un progetto ambizioso: usare le politiche attive del lavoro per ridare un futuro a tanti cittadini, giovani e non, disoccupati». A dichiararlo è Daniela Bianchi, consigliere regionale del gruppo “Per il Lazio”.
«La vicenda è nota – ha proseguito Bianchi -. Dopo anni di cassaintegrazione alcuni operai della Videocon hanno deciso di usare le competenze acquisite nell’azienda produttrice di televisori per avviare una nuova azienda, una cooperativa per il recupero del Raee dai rifiuti elettronici. In questa loro voglia di creare lavoro, per sé e per altri, hanno trovato sostegno dalla Regione Lazio, dall’amministrazione comunale e dalla Legacoop di Frosinone. Una collaborazione efficace, che pochi giorni fa ha segnato un’altra tappa decisiva: gli operai-imprenditori avranno a disposizione l’ex cartiera di Ceccano, già omologata a centro di raccolta del Raee, come laboratorio della neonata Videocoop. Inoltre, nell’ambito dell’Accordo di Programma Frosinone-Anagni potrà accedere ad ulteriori aiuti, come il fondo Por-Fers per il reinserimento lavorativo. Voglio esprimere il mio ringraziamento a tutta l’amministrazione della città di Ceccano e in particolare al sindaco Manuela Maliziola che ha sempre creduto nella riuscita di questa azione. Un caso che potrebbe diventare la scintilla di un cambiamento per tutta la provincia di Frosinone».
«Questi operai – ha poi aggiunto il consigliere regionale – sono la dimostrazione della vitalità di un territorio svilito da politiche sbagliate e che lo hanno condotto in un vicolo cieco. Ma sotto le ceneri di fallimenti e chiusure si nascondono i germogli di una voglia di non arrendersi, di puntare su se stessi e le sulle proprie capacità. Le istituzioni, come in questo caso, devono creare le condizioni migliori per una crescita sana che tragga linfa dalle politiche attive sul lavoro».

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