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Serrone, inaugurato il presepe etnografico

Nell’affascinante scenario del centro storico di Serrone, in un’atmosfera prettamente natalizia, è stato inaugurato il caratteristico presepe etnografico, in scena fino al prossimo 6 gennaio.
Un presepe particolare, ricostruito nei minimi dettagli, che si snoda lungo un percorso di acciottolato tra vicoli e insenature, per giungere fino alla capanna della Natività posta proprio di fronte alla Chiesa di San Pietro Apostolo. Un presepe che unisce e fonde in un unicum impeccabile il tema della Natività con la storia e le tradizioni locali, dagli antichi mestieri ai costumi tipici.
Un’eccellenza del territorio: si tratta del presepe a grandezza naturale più lungo del Lazio.
Ad inaugurarlo, con una manifestazione aperta dai suoni della banda musicale, il sindaco di Serrone Natale Nucheli, insieme ai membri della locale amministrazione, il vescovo Marchetto e il commissario straordinario della Provincia di Frosinone, Giuseppe Patrizi.
«Il presepe etnografico di Serrone – ha dichiarato il commissario Patrizi – è senza dubbio uno degli appuntamenti più caratteristici dell’offerta culturale natalizia del nostro territorio. Un’offerta ricca di iniziative, a testimonianza della vivacità che anima la provincia. Una vivacità e una ricchezza su cui la Provincia di Frosinone, attraverso un apposito tavolo del Comitato dello Sviluppo che si insedierà domani, intende investire e lavorare, forti della convinzione che proprio la cultura possa rappresentare il migliore volano di sviluppo di questa terra, rispondendo in pieno alla sua più intima vocazione di territorio d’arte e di turismo. Proprio in questa ottica si inserisce la peculiarità e particolarità del presepe di Serrone, una straordinaria intuizione che, sapientemente, è capace di unire il tema della Natività e della nascita di Cristo con un’ottima ricostruzione etnografica della storia e delle tradizioni locali. Complimenti agli organizzatori, all’amministrazione comunale e al sindaco Nucheli. Anche qui a Serrone ho sperimentato la voglia di crescere e progettare, unita al calore umano, che caratterizza le nostre comunità».

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