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Frosinone, quel 9 finalmente sulle spalle giuste

Quando Marco Giannitti, a fine giugno, si presentò alla stampa e ai tifosi del Frosinone, fece una dichiarazione che sorprese. Il neo direttore sportivo affermò: «L’attacco è la cosa più importante. Dovremo cercare di prendere un bomber, perché i numeri dicono che il Frosinone non ha fatto molti gol». Per carità, il diesse non rivelò nulla di eccezionale e che già non fosse a conoscenza di ogni tifoso: che quello dell’attacco fosse un problema da risolvere era noto a tutti. Giannitti, però, disse una cosa che un dirigente di calcio raramente si lascia scappare: di fatto bocciò le punte che fino ad allora avevano avuto il compito, ottenendo scarsi risultati, di gonfiare le reti avversarie.
E allora la prima mossa del diesse fu quella di ingaggiare un centravanti degno di essere chiamato tale, quel Daniel Ciofani che dal 2008 va regolarmente in doppia cifra nei campionati di Lega Pro. Il Frosinone per troppo tempo si era affidato a chi si era distinto più per i cartellini gialli che non per i gol segnati: a giugno Giannitti fece finalmente comprendere alla sua nuova società che serviva un bomber di razza.
Ed ecco allora Daniel Ciofani. Il top player della categoria, un elemento in grado di risolvere le partite da solo soprattutto quando la squadra non riesce a trovare altre soluzioni. Ciofani è uno che risolve problemi, come il signor Wolf di Pulp Fiction. I suoi gol stanno trascinando il Frosinone verso quella categoria sfuggita di mano poco meno di tre anni fa. E le prodezze di Daniel, già dieci in campionato, hanno riacceso l’entusiasmo dei tifosi. Con un cecchino del genere sognare non è un peccato: la maglia numero 9 è finalmente sulle spalle giuste. (Gabriele Margani)

Foto di Luca Lisi

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