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Frosinone, sit-in all’ospedale Spaziani

Il pronto soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” del capoluogo è da tempo al collasso. Le cause sono note ai dirigenti della ASL e della sanità regionale, nonché a tutte le autorità istituzionali della provincia di Frosinone e della Regione Lazio.
Il pronto soccorso è ormai un luogo senza regole, di pena e di sofferenza che accomuna i pazienti, i loro familiari e gli operatori sanitari. Infatti, in questi ultimi tempi, vengono “ammucchiati” in ogni spazio libero possibile circa 80 pazienti al giorno, in attesa di un posto letto che non si sa quando e dove sarà disponibile.
La promiscuità la fa da padrona: uomini e donne di ogni età insieme, senza alcun paravento per i casi gravi e nemmeno quando ciascuno ha la necessità di cambiare gli indumenti intimi o soddisfare le esigenze fisiologiche.
Ogni tutela della dignità e della libertà personale e della privacy è macroscopicamente violata.
I pasti vengono serviti sulle barelle o sui letti senza alcun criterio personale rispetto alle patologie di cui si è portatori e senza garantire un minimo di igiene.
Ognuno giace abbandonato su una lettiga, esposto alle correnti d’aria e ad ogni rischio d’infezione.
Al pronto soccorso operano:
– 1 ortopedico dalle 8 alle 20;
– 1 cardiologo dalle 8 alle 14 (in fase sperimentale);
– 1 radiologo dalle 8 alle 20 (compatibilmente con le esigenze del reparto di radiologia);
– i medici sono 3 per ogni turno di lavoro.
Questo apparato è assolutamente insufficiente per i 150 cittadini che ogni giorno, mediamente, vi si rivolgono.
Di questi, la metà viene trattenuta in attesa di un posto letto che in teoria dovrebbe rendersi disponibile entro le 72 ore.
Molto spesso, ormai sembra prassi quotidiana, le ambulanze non possono rendersi disponibili di nuovo perché restano in attesa di recuperare le lettighe occupate da pazienti in attesa di essere visitati.
Questa situazione rende più precaria l’organizzazione dei reparti dell’ospedale rendendo difficoltosa la programmazione degli interventi chirurgici e dei ricoveri programmati, allungando, così, le liste di attesa e aumentando i rischi di vita dei pazienti in attesa di essere chiamati.
Le soluzioni ci sono, sono state indicate dalle associazioni, ma regolarmente ignorate.
Al fine di esaminare insieme gli impegni da assumere per dare una soluzione ai problemi esposti nel ruolo istituzionale che compete a ciascuno, si richiede un incontro urgente, a nome delle associazioni sottoelencate.
Le associazioni aderenti:
– Consulta delle associazioni della Città di Frosinone – Francesco Notarcola;
– Cittadinanzattiva – Tribunale difesa diritti malato – Renato Galluzzi;
– Associazione Italiana Pazienti anticoagulati e cardiopatici – Antonio Marino;
– Associazione Frosinone Bella e Brutta – Luciano Bracaglia;
– Associazione Diritto Alla Salute – Sandro Compagno – Anagni;
– Associazione Valerio nel cuore – Loredana Naddei;
– Gruppo Civico Vitaminex – Mauro Meazza – Anagni;
– Associazione “Alle Venti” – Amedeo Di Salvatore;
– Osservatorio Peppino Impastato – Mario Catania;
– Coordinamento Frosinone “Salviamo il paesaggio” – Luciano Bracaglia;
– Associazione “Mountain Village” – Fabio Colasanti;
– Associazione “Città del sole” – Fabio Colasanti;
– Associazione Oltre l’Occidente – Paolo Iafrate;
– Comitato Salviamo l’ospedale di Anagni – Piero Ammanniti;
– Associazione Forming Onlus – Riccardo Spaziani;
– Associazione Zerotremilacento – Luigi Criscuolo;
– Comitato Amici della Pescara – Lucio Lamarra;
– Coordinamento provinciale Acqua Pubblica – Severo Lutrario;
– Comitato Colle Cottorino – Dario Martini;
– Associazione Madonna della Neve Colle Cottorino – Fulvio Pica;
– CDS Focus.

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