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Ottaviani: Centro trasfusionale rimanga a Frosinone

«L’ipotesi di trasferimento del Centro Trasfusionale da Frosinone a Roma è da scongiurare, per evitare l’ennesimo schiaffo e l’ennesimo scippo ad un territorio, come quello della provincia di Frosinone, ridotto ormai allo stremo». E’ il commento del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani.
«Auspico – ha proseguito Ottaviani – che la notizia della volontà di procedere da parte della Regione Lazio al riordino dell’attività del sistema trasfusionale regionale, come da decreto del commissario ad acta del Servizio Sanitario Regionale del Lazio del 6 dicembre 2013, rimanga una mera idea e non si traduca in realtà».
«Se così non fosse – ha detto ancora il primo cittadino – ci troveremmo davanti ad un atto fortemente ed ulteriormente lesivo e penalizzante per la sanità del capoluogo e dell’intera provincia di Frosinone, in ragione delle effettive esigenze trasfusionali, connesse agli interventi chirurgici in emergenza ed in elezione, oltreché ad un ulteriore peggioramento della situazione già deficitaria del servizio di pronto soccorso».
«Senza contare che – ha rincarato Ottaviani -, in questo modo verrebbero ancora una volta mortificate le aspettative di una popolazione di 500.000 abitanti che da anni aspetta il salto qualità nella programmazione sanitaria e nella dotazione infrastrutturale».
«Appare utile e indispensabile – ha suggerito il sindaco – rivedere radicalmente le linee guida adottate dalla Regione, a partire da quelle indicate con il decreto 80, in riferimento alle previsioni della rete sanitaria ed ospedaliera per la provincia di Frosinone. Inoltre, non è più differibile l’istituzione del Dea di II livello nel capoluogo con la creazione dei reparti di chirurgia vascolare e di radiologia interventistica, con una implementazione della medicina territoriale e con il coinvolgimento di risorse consolidate al reparto di ematologia. Una popolazione di mezzo milione di persone, come quella della provincia di Frosinone, merita standard di assistenza sanitaria consoni e di qualità elevata, proporzionali al trasferimento delle risorse che, paradossalmente, la provincia sta versando alla Regione».
«Le alte professionalità esistenti nella sanità ciociara – ha concluso Ottaviani – vanno salvaguardate e supportate adeguatamente, per questo è necessario che la Regione si attivi prontamente per scongiurare la programmata soppressione del servizio trasfusionale di Frosinone, anche allo scopo di migliorare la qualità ed i livelli delle prestazioni sanitarie erogate sul nostro territorio, considerata anche la possibilità, sempre secondo le nuove direttive regionali, che siano creati altri due centri trasfusionali regionali in sostituzione di quello attualmente allocato a Frosinone».

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