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Quella volta in cui Stirpe portò il Frosinone in Serie B

«Quell’11 giugno provammo un’emozione non semplice da descrivere. Fu una sensazione che stordiva. Vedere la gente felice festeggiare per un’impresa storica per questa città fu impagabile. E’ stata una commozione continua, dal fischio finale di quel Frosinone – Grosseto fino alle ore e ai giorni seguenti. All’inizio ammetto che non riuscimmo a concretizzare ciò che il Frosinone era riuscito a fare. Solo il giorno successivo si ebbe la percezione esatta di aver compiuto un passo storico per questa società e per questa città».
Al di là di quali futuri traguardi il Frosinone riuscirà a raggiungere, Maurizio Stirpe rimarrà il presidente della promozione in Serie B. L’artefice principale, grazie alla passione e agli importanti investimenti, della realizzazione di un sogno di un intero territorio, assai poco abituato a volare così in alto. Se al presidente viene chiesto di ricordare quella stagione straordinaria, la sua mente torna immediatamente all’epilogo di quel cammino trionfale, quell’indimenticabile 11 giugno 2006 in cui il Frosinone si trasformò da squadra di serie C in compagine di B. E’ inevitabile che nella memoria resti soprattutto quel giorno, conclusosi a tarda notte con caroselli e festeggiamenti nelle strade della città.
Però in quel torneo il Frosinone visse anche momenti delicati, che fecero venir meno le certezze riposte nei confronti della squadra. Il presidente Stirpe confessa che ci furono due diverse fasi nel corso della stagione in cui subentrò un certo pessimismo sulle reali potenzialità dei giocatori. «In effetti furono due i momenti di difficoltà nel corso di quell’anno. Il primo capitò durante il mese di ottobre, con il campionato che era iniziato da poco. Perdemmo due partite consecutivamente, contro la Sangiovannese e poi contro il Martina. In quella fase della stagione non si aveva ancora la percezione della reale forza della squadra e questi due passi falsi lasciarono una certa preoccupazione. L’altro momento di difficoltà fu ancora più traumatico».
E’ proprio questo il passaggio più delicato della stagione del Frosinone. Il presidente spiega che ci fu una fase negativa del campionato in cui pensò di esonerare Ivo Iaconi e solo l’opera del direttore Enrico Graziani riuscì a riportare il sereno all’interno della società: «Quell’anno effettivamente Graziani si superò, perché oltre per il consueto lavoro di direttore generale si distinse anche per le capacità di dare equilibrio all’intero ambiente. Fu un ottimo mediatore tra me e la squadra. In primavera mi arrabbiai tantissimo con i giocatori. Ci furono due partite in particolare che lasciarono il segno. Prima il pareggio interno per 3-3 contro la Pistoiese e poi la sconfitta sul campo del Chieti per 3-0. In quel momento la panchina di Iaconi fu in bilico. Ebbi il timore che non ce l’avremmo fatta. Quel mese di aprile fu a dir poco difficile. In effetti fu un’intera parte finale di stagione thrilling. Anche i play-off furono vinti al termine di autentiche battaglie. Però adesso si può dire che con quel finale di campionato la gioia per la promozione è stata ancora più gustosa».
Il Frosinone arrivava già da un’amara sconfitta ai play-off nell’anno precedente. Un’altra amarezza di quel tipo sarebbe stata dura da digerire. In quel momento si può affermare che la storia del Frosinone sia cambiata, visto che, se le cose fossero andate diversamente in quel giugno 2006, Maurizio Stirpe avrebbe fatto un passo indietro in seno alla società. E’ lo stesso presidente a svelare il retroscena: «Arrivammo a programmare la stagione 2005/06 in una situazione oggettivamente difficile. Eravamo reduci da una sconfitta ai play-off e, inoltre, al momento della stesura dei calendari la corazzata Napoli fu inserita nel nostro stesso girone. Però c’era la volontà di riuscire là dove si era fallito l’anno prima. L’ingaggio di Iaconi fu studiato proprio per portare il Frosinone in Serie B. Ammetto che se non avessimo centrato l’obiettivo per il secondo anno consecutivo mi sarei fermato. Quasi certamente non avrei lasciato la proprietà del club, però mi sarei sicuramente defilato. Ripartire dopo un’altra delusione, ancora più amara di quella precedente, sarebbe stato difficile. La mancata promozione nel 2006 avrebbe rappresentato un colpo incredibile». Le cose fortunatamente andarono in maniera diversa.
L’ultimo pensiero del presidente va al papà, che in quel campionato visse il periodo più bello da tifoso del Frosinone. Il cavaliere Benito Stirpe incarnava al meglio l’entusiasmo e la passione dei sostenitori giallazzurri. Maurizio Stirpe ha confidato che la sua gioia più grande è stata proprio quella di regalare la serie B a suo padre: «Con un gioco di parole posso affermare che la mia più grande soddisfazione è stata quella di aver dato a lui questa soddisfazione. E ci sono riuscito in soli tre anni, visto che la società la presi nel 2002. A livello personale la conquista della serie B ha avuto un significato molto importante».

Intervista contenuta nel libro di Gabriele Margani “Un anno indimenticabile”.

Foto di Luca Lisi

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