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Rifiuti tossici, patto dei sindaci degli Aurunci

Un Patto allo scopo di ottenere chiarimenti e di promuovere iniziative in ordine alla questione dei rifiuti pericolosi ed alla presenza di scorie in prossimità della centrale nucleare del Garigliano. E’ quanto hanno sottoscritto sedici sindaci dell’area aurunca. L’obiettivo è quello di tenere alta l’attenzione sulla vicenda dei rifiuti tossici che secondo alcuni pentiti di camorra, Carmine Schiavone in primis, sarebbero stati sotterrati nel Basso Lazio, oltre che nella Terra dei Fuochi. E’ stato così sottoscritto un documento che è stato inviato ai Presidenti del Senato Grasso e della Camera Boldrini e al premier Letta.
«Il documento – spiega l’assessore all’Ambiente di Minturno, Roberto Lepone – è frutto di una sinergia tra amministratori locali ed associazioni, tesa a garantire un maggior controllo del territorio, a favorire la tutela della salute dei cittadini e la repressione di tutti i reati ambientali. Il Patto, sottoscritto dai primi cittadini di Cassino, Coreno Ausonio, Ausonia (Frosinone), Minturno, Formia, Gaeta, Itri, Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia (Latina), Cellole, Sessa Aurunca, Roccamonfina, Galluccio, Teano e Carinola (Caserta), fa seguito alle recenti iniziative intraprese su tali problematiche a Minturno, a Sessa Aurunca e a Santa Maria Capua Vetere. Il documento firmato dai sedici sindaci corrisponde all’esigenza di un maggior raccordo tra le istituzioni, consacrato anche dal recente Decreto Letta, con espresso riferimento alla necessità di collaborazione tra Autorità Giudiziaria ed amministratori locali».
Destinatari del Patto sono i Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio dei Ministri, i ministri della Salute e dell’Ambiente, il presidente della Commissione Antimafia, i parlamentari eletti nei collegi del Lazio e della Campania, il Procuratore nazionale Antimafia, i presidenti delle Regioni Lazio e Campania, i Procuratori della Repubblica di Cassino, Latina, Santa Maria Capua Vetere ed il presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
I sedici sindaci firmatari del documento chiedono, tra l’altro, di favorire l’avvio di iniziative finalizzate:
– a difendere il territorio aurunco, tra l’Alta Campania ed il Basso Lazio, dalle aggressioni malavitose;
– a salvaguardare il patrimonio ambientale destinato alle nuove generazioni, in sinergia con i Comuni;
– a dare risposte certe e rassicuranti ai cittadini, turbati di recente da rivelazioni, memoriali e servizi giornalistici, naturalmente dopo aver istituito un Osservatorio tecnico-scientifico;
– a rendere noti i risultati dei carotaggi eseguiti sulla statale Appia, per i presunti sversamenti illegali di materiali pericolosi;
– ad aggiornare l’attività di mappatura, monitoraggio e controllo dei siti contaminati e a rendere pubblici i relativi risultati;
– ad avviare una sistematica e puntuale attività di campionamento e analisi dei prodotti ortofrutticoli e alimentari;
– a reperire risorse e a predisporre strumenti certi ed efficaci per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree inquinate;
– ad individuare un piano sanitario pubblico specifico per le zone colpite dagli sversamenti, dichiarate ad alto rischio di tumori, anche al fine di informare la popolazione su precauzioni da osservare;
– ad assicurare la tracciabilità dei prodotti agroalimentari, specificando la provenienza anche delle materie prime;
– ad introdurre nel Codice Penale i delitti contro l’ambiente;
– a promuovere urgenti azioni di controllo e di bonifica, volte a tutelare la salubrità dell’ambiente in tutte le sue articolazioni (con particolare attenzione ai fiumi e al mare), nonché la salute dei cittadini e l’immagine turistica del comprensorio in questione;
– a costituire una commissione tecnica di supporto alle operazioni di smantellamento della centrale nucleare del Garigliano, come già fatto nella regione Emilia Romagna nel settembre 2013.

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