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Visita Lorenzin, a Frosinone presidio dei sindacati

Il Piano di Rientro della Sanità della Regione Lazio e il perseverare della politica dei tagli del Ministero dell’Economia non fanno il conto con il diritto alla salute, mettendo a serio rischio la sopravvivenza del SSN.
Si continua a tagliare sui servizi e sul personale, ma i costi continuano a crescere.
L’attuale crisi del Sistema Sanitario Regionale è testimoniata, in primo luogo nel versante pubblico, dalla carenza di personale che ha oltrepassato i livelli di guardia. Le conseguenze di tutto ciò ricade sulla pelle dei cittadini della provincia di Frosinone e dei lavoratori che ogni giorno continuano ad erogare i servizi.
L’emergenza sanitaria è testimoniata dalla continua erosione dell’offerta dei servizi sanitari pubblici e di qui l’aumentare delle liste di attesa, che mettono a rischio e repentaglio la vita dei cittadini. Le interminabili attese fuori dai pronto soccorso ed i ricoveri su barelle che si trasformano in letto di degenza sono ormai il pane quotidiano dei nostri concittadini che necessitano di essere curati.
A tali carenze e disagio si sommano la beffa dell’aumento delle addizionali IRPEF e l’incremento dei ticket che arrivano a superare, in taluni casi, il costo della prestazione e che di conseguenza inducono il paziente a rivolgersi presso strutture private, che con le attuali regole attivano una concorrenza sleale nei confronti della sanità pubblica e/o privata accreditata.
Nella provincia di Frosinone mancano 574 posti letto e riportare alla media nazionale il rapporto posti letto/mille abitanti, che attualmente è ben al di sotto, è un obbligo per consentire di decongestionare i pronto soccorso di Frosinone, Sora e Cassino.
CGIL, CISL e UIL di Frosinone chiedono:
• lo sblocco del turnover per le reali necessità organizzative della ASL di Frosinone, basti pensare che negli ultimi tre anni sono andati in pensione 115 medici e oltre 1.000 dipendenti fra personale paramedico ed amministrativo che a tutt’oggi non sono stati sostituiti;
• la stabilizzazione dei precari, circa 300, indispensabili al mantenimento minimo del L.E.A.;
• l’assunzione dei medici per azzerare il costoso ricorso di acquisto di prestazioni aggiuntive che raddoppia la spesa con evidente sperpero di denaro pubblico;
• la programmazione di un piano assunzionale che permetta di tamponare le gravi carenze di personale, rilanciando la piena attività della Struttura Sanitaria Pubblica, riportando alla normalità i carichi di lavoro dei dipendenti e impedendo il ricorso alle esternalizzazioni.
Per tutte queste ragioni è stato organizzato un presidio che CGIL, CISL e UIL di Frosinone terranno oggi alle 14:30, in occasione della visita del ministro della Salute Lorenzin, presso l’Ospedale di Frosinone.

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