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Frosinone, segreti nascosti e repliche risentite

Doveva essere la settimana del riscatto del Frosinone dopo l’incredibile sconfitta col Barletta e invece è quella delle polemiche per via delle dichiarazioni del direttore generale Ernesto Salvini. Il sasso lanciato nello stagno dal diggì giallazzurro ha provocato la reazione del Perugia, con il durissimo comunicato pubblicato sul sito ufficiale.
Prima di chiudere quella che comunque va considerata una brutta pagina, alcune precisazioni vanno fatte visto che è stato tirato in ballo il nostro giornale, citato dal Perugia e dagli organi di stampa nazionali che hanno riportato la notizia. Il club umbro si è sentito chiamato in causa, ma Salvini non lo ha mai nominato come dimostra l’articolo di Atuttapagina.it contenente i passaggi principali della conferenza stampa. Avrebbero potuto risentirsi anche L’Aquila e Lecce, che ancora hanno la possibilità di arrivare davanti al Frosinone. E poi il diggì giallazzurro è stato oggettivamente criptico e non è escluso che il “segreto” di cui è a conoscenza non possa riguardare altro rispetto alla lotta per il primo posto. Anche le parole vanno lette nel modo corretto, altrimenti si travisa completamente il senso delle stesse. Salvini ha parlato di «un segreto, oscuro anche alla società», cioè di cui il resto della dirigenza non è a conoscenza, e non di «oscuri segreti» come è stato inteso a Perugia. C’è una differenza sostanziale tra le due espressioni.
Al di là delle “sfumature” linguistiche, resta il fatto che il Perugia si è rivolto agli organi competenti, che immaginiamo possano essere gli 007 della Procura Federale. A questo punto è probabile, anche se non del tutto scontato, che il direttore generale del Frosinone venga ascoltato da Stefano Palazzi per avere chiarimenti sul senso delle sue frasi. E se così non dovesse essere, le spiegazioni bisognerà darle agli stessi tifosi del Frosinone nel caso in cui «la bella soddisfazione» a cui ha fatto cenno Salvini non dovesse realizzarsi.
Per quanto riguarda la squadra impegnata domenica a Pagani, lo si accennava all’inizio, l’auspicio è che il polverone non abbia distratto troppo i giocatori giallazzurri. Che, nonostante non siano disposti ad ammetterlo, leggono i giornali esattamente come i tifosi e i dirigenti delle società avversarie: lo si può constatare quando tolgono il saluto al cronista di turno per un giudizio critico nei loro confronti. Le frasi di Salvini potrebbero destabilizzare uno spogliatoio molto più di quanto non riesca a fare un articolo sul rinnovo del contratto di Russo o sullo scambio sfumato in extremis tra Gucher e Miglietta. La speranza è che la squadra di Stellone non si lasci condizionare. (Ga.Ma.)

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