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La Globo Sora vuole chiudere bene prima dei play-off

Domenica scorsa la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora ha subito un altro stop, che, a solo due gare dalla fine della regular season, non la fa più partecipare alla corsa per la testa della classifica. Ma i ragazzi di coach Fenoglio continuano a correre come possono e come sanno fare, dimostrando che ci sono nonostante le difficoltà.
È sempre la questione di infermeria a mettere i bastoni tra le ruote alle ambizioni sorane, ma purtroppo questa è la parte inattesa e inaspettata del gioco.
A parlarci di alcune dinamiche di casa Globo che a un occhio esterno potrebbero sfuggire è il team manager Adi Lami, da anni parte fondamentale della società volsca.
«Che quella di Ortona fosse una gara difficile – esordisce Lami -, lo sapevamo già appena chiuso il match contro il Vero Volley Monza, in quanto si erano avute tra i ragazzi alcune problematiche fisiche puntualmente confermate dai controlli diagnostici successivi. Lo staff medico, infatti, nei giorni seguenti allo scontro casalingo con i lombardi ha comunicato al coach Fenoglio che Daldello non avrebbe potuto far parte attiva della gara seguente contro Ortona e che avrebbe dovuto passare lontano da campo e palla un periodo di due settimane. Così il grado di difficoltà della gara contro l’Impavida è aumentato, in quanto mancava il palleggiatore, ruolo più importante nella pallavolo perché nelle sue mani passano il novanta per cento dei palloni che, ad eccezione delle battute e dei muri, lui trasforma in organizzazione del gioco. Da questa notizia si è iniziato e impostato immediatamente un lavoro diverso sul secondo palleggiatore, Luca Beccaro, che si è dimostrato subito disponibilissimo e volenteroso per fare bene e per mettere in mostra il suo gioco che purtroppo fino a quel momento per via delle grandi doti tecniche di Daldello non aveva trovato spazio. Questo stesso motivo però ha reso ancora più arduo il suo lavoro. Quindi, togliendo la punta di diamante della squadra, le difficoltà sono aumentate ma allo stesso tempo grande merito va a tutti gli altri giocatori che, prima di mettere in campo le loro prestazioni migliori, hanno cercato di tranquillizzare, sia agonisticamente sia per quanto riguarda la gestione del gioco, Beccaro. L’unica curiosità che a oggi, dopo le due gare contro Ortona, mi rimane è che non abbiamo visto le forze reali tra le due squadre, il risultato che si sarebbe ottenuto combattendo ad armi pari. La constatazione è che sia nel girone d’andata che in quello di ritorno siamo scesi in campo non con il sestetto titolare: al PalaGlobo mancavano i due schiacciatori titolari, mentre domenica nel loro palasport non c’era la diagonale. Coach Fenoglio, sotto consiglio dello staff medico e alla luce della distanza dal vertice della classifica sempre più ampio, ha preferito non rischiare l’opposto Vincenzo Tamburo, chiamato solamente a sprazzi durante la gara, dandogli riposo per via del problema alla caviglia che si porta dietro da tanto tempo e che è sempre stato rimandato ma che ora è arrivato il momento di curare. Quindi grande spazio anche a Cesare Gradi, che non ha deluso mettendosi per l’ennesima volta a disposizione del gruppo e della squadra e mettendo in campo grandi doti agonistiche e tecniche. Come si vede dai numeri delle statistiche, assolutamente grande merito va al reparto ricettivo nel quale abbiamo avuto abbastanza difficoltà soffrendo all’inizio della stagione. Con l’arrivo di Allan Verissimo avevamo aggiustato qualcosa, invece con Marco Rizzo abbiamo definitivamente tranquillizzato il fondamentale garantendo al palleggiatore una traiettoria di palla quasi sempre con la stessa parabola. Rizzo non è un ragazzo che scopriamo noi oggi. E in passato ha già dimostrato tanto anche in questo inizio campionato a Brolo, dove sfortunatamente non sono arrivati risultati positivi, ma lui ha sempre mostrato di valere e di avere grandi qualità».
«Martedì i ragazzi sono tornati in palestra – continua il team manager – per iniziare la preparazione all’altra trasferta che li vedrà impegnati sul campo di Corigliano contro una delle squadre che per capacità tecniche e individuali non merita il posto in classifica che occupa. Per noi sarà un’altra lotta, un’altra partita da combattere con la speranza che i nuovi controlli ai quali il capitano Daldello si sottoporrà nei prossimi giorni diano un esito il più positivo possibile, così da tornare agli ordini di coach Fenoglio e gestire in campo il gioco dei suoi compagni. Anche contro Corigliano nel girone d’andata il nostro sestetto titolare non era al completo: con le defezioni dei due schiacciatori la guida tecnica fece scendere in campo l’opposto Gradi nel ruolo di schiacciatore accanto a Matteo Casarin. Entrambi si sono egregiamente evidenziati in un match arrivato con un po’ di sfortuna al quinto set, nel quale però abbiamo dominato e vinto. Andremo sicuramente a Corigliano sperando che il match non abbia la stessa durata dell’andata, ma consci che il Caffè Aiello oltre ad avere le capacità tecniche e individuali di cui parlavamo prima ha anche il settimo uomo in campo, un pubblico meraviglioso che si fa sentire aiutando la propria squadra dal primo all’ultimo punto. Nella pallavolo il pubblico fa sicuramente fare quel passo in più laddove fa sentire in modo massiccio la sua presenza».
«La classifica ora ci vede lontani da quel sogno che ogni squadra, club, tifoso, a inizio stagione fa, però nulla è perduto visto che ci aspettano i play off, sperando di giocare la seconda parte del campionato con i dodici giocatori a disposizione per capire qual è il potenziale reale e la forza di questo gruppo costruito meticolosamente a inizio stagione da coach Marco Fenoglio e dal direttore sportivo Alberico Vitullo». (Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa Globo Banca Popolare del Frusinate Sora)

Foto di Claudia Di Lollo

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