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Regione, politiche attive per la dignità del lavoro

Un piano da 140 milioni per dare opportunità ai giovani che non studiano e non lavorano, riforma dei tirocini e degli apprendistato, staffetta generazionale tra lavoratori maturi e nuovi impiegati, nuovi percorsi lavorativi per i lavoratori over 40 e occupazione femminile.
Questo il pacchetto corposo di interventi dell’amministrazione regionale presentato oggi dal Presidente Zingaretti e dall’assessore al Lavoro Lucia Valente. Un’azione che fa del Lazio la prima Regione italiana ad attuare il programma europeo “Youth Guarantee”.
Politiche necessarie e non più rimandabili se si guardano i dati: nel Lazio i disoccupati sono 300 mila, in aumento di 53 mila unità rispetto al terzo trimestre 2012, con una disoccupazione giovanile che arriva al 40% contro la non altrettanto positiva media nazionale del 35%. A questo vanno aggiunti i 107 mila ragazzi della generazione Neet (giovani compresi tra i 15 e 24 anni che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione) e le 105 mila donne in cerca di occupazione.
Nel dettaglio, il progetto “Garanzie giovani” investirà 140 milioni di euro di fondi europei per giovani tra i 15 e i 24 anni (ma è in previsione l’estensione fino ai 29 anni) per dare loro, entro 4 mesi, un’opportunità lavorativa o formativa.
Sempre i giovani sono al centro della riforma dei tirocini, che non potranno più essere gratuiti ma avere un’indennità minima di 400 euro lordi mensili. In questo modo diventeranno degli strumenti per fare esperienza attiva e acquisire utili competenze pratiche. Anche gli apprendistato di alta formazione saranno rinnovati, con un protocollo tra enti di ricerca, Università e la Regione. L’obiettivo è avvicinare le esigenze delle imprese ai piani di studi, in modo da avere laureati preparati e subito occupabili.
Altro intervento che entrerà in funzione è la staffetta generazionale, un meccanismo che permetterà una alleanza tra giovani lavoratori e lavoratori vicini al pensionamento: il lavoratore a cui mancano tre anni alla pensione potrà diventare tutor di un giovane, che prenderà il suo posto una volta uscito dal lavoro, rinunciando ad una parte delle sue ore lavorative. La differenza contributiva sarà pagata dalla Regione.
Non mancano interventi anche a favore dei lavoratori maturi, con un accompagnamento attivo degli adulti verso nuovi lavori.
Infine, nel pacchetto sono inserite delle agevolazioni per l’occupabilità femminile, con particolari interventi per la conciliazione del tempo di vita con il lavoro. Azione, quest’ultima, fondamentale per ridare un futuro al Paese, visto che ancora oggi il 50% delle donne laziali lascia il lavoro per la nascita dei figli o per accudire una persona anziana della famiglia.

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