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Veleni e polemiche, il nervosismo di Perugia e Lecce

La premessa è d’obbligo. Ernesto Salvini avrebbe fatto meglio a tacere. Oppure avrebbe dovuto dire apertamente a cosa si riferisse quando ha parlato di «un segreto, oscuro anche alla società» (e non «oscuro segreto» come si ostinano a riportare giornalisti di ogni latitudine). Il direttore generale giallazzurro ha innescato una serie di polemiche di cui anche a Frosinone in molti avrebbero fatto volentieri a meno. Non è noto a nessuno quale fosse l’oggetto delle sue frasi, ma le rivali per la promozione in Serie B si sono immediatamente risentite. Nessuno ha pensato che il diggì del Frosinone potesse alludere a qualcosa di clamoroso che potrebbe succedere proprio in Serie B. Saranno gli organi competenti – Procura Federale – a decifrare le dichiarazioni di Salvini. Ammesso che il pm Palazzi decida effettivamente di aprire un’inchiesta.
Nel frattempo le reazioni da Perugia e Lecce denotano un certo nervosismo. Nel capoluogo umbro veniva messa in discussione la regolarità di Paganese – Frosinone ancor prima che venisse giocata: si sono accorti a Perugia che il gol di Paganini è arrivato solo al 94′ e che i giocatori di casa, giustamente, non hanno spianato in nessun modo la strada agli avversari? E si sono inoltre accorti che il senso delle frasi del giocatore della Paganese Grillo, che hanno innescato una nuova polemica nel pomeriggio di ieri, sono state del tutto travisate da un sito internet?
A proposito di quest’ultimo, Grillo non ha “corretto il tiro”: semplicemente non ha mai parlato di un Frosinone che abbia chiesto alla Paganese di agevolargli la vittoria. Le ultime righe del comunicato pubblicato dalla società campana sul suo sito ufficiale smentiscono quanto riportato nell’articolo e continuare a strumentalizzare le parole del giocatore della Paganese significa coprirsi di ridicolo. Dopodiché, a proposito delle direzioni di gara, il Frosinone non è quella squadra i cui giocatori hanno rimediato dodici cartellini rossi, uno dei quali proprio contro il Perugia? E quest’ultimo non è quella formazione che ha avuto dieci espulsioni “a favore”, giocando spesso in superiorità numerica? Espulsioni che nessuno mette in dubbio che siano state tutte giuste, però non dimostrano nessun aiuto al Frosinone rispetto al Perugia.
Per quanto riguarda il Lecce, l’amministratore delegato Antonio Tesoro avrebbe dovuto accertarsi delle famose frasi di Grillo – mai pronunciate, ormai sarà chiaro a tutti – prima di esprimere certi giudizi. E magari dovrebbe rammaricarsi prima di tutto della sua scelta sull’allenatore fatta in estate: la differenza tra il terzo posto attuale dei giallorossi e il primo è tutta in quelle quattro sconfitte iniziali. E lì fu il campo a penalizzare il Lecce, non certamente presunti “fantasmi” evocati negli ultimi tempi. (Gabriele Margani)

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