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Frosinone, alla Villa comunale le opere di Manlio Sarra

Si inaugura questo pomeriggio, alle 17 alla Villa comunale di Frosinone, la retrospettiva antologica dedicata a Manlio Sarra dal titolo “Manlio Sarra, un maestro ciociaro artista del suo tempo”.
«Con grande orgoglio – ha dichiarato il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani – la città di Frosinone ospita, nell’ambito della rassegna “L’Arte visiva contemporanea”, ottimamente curata dal direttore Alfio Borghese, la retrospettiva dedicata a Manlio Sarra, esponente di spicco della Scuola Italiana del ‘900. Un autentico maestro dell’arte che ha dato lustro alla nostra terra ed il cui genio artistico è il miglior biglietto da visita della ciociarità nell’Italia e nel mondo. Questa mostra è la preziosa occasione di incontrare di nuovo, e forse per molti, almeno per i più giovani, di scoprire, un artista di grande talento, uno dei migliori espressi in termini assoluti dalla provincia di Frosinone. La retrospettiva su Manlio Sarra qualifica sempre di più il capoluogo come centro propulsore  di cultura e punto di riferimento, non solo della provincia, nell’organizzazione di manifestazioni che mirano a costruire un humus in cui far crescere e sviluppare il seme della cultura, soprattutto nelle nuove generazioni».
La retrospettiva su Sarra, che sarà aperta fino al 30 marzo, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30, ci presenta l’opera di colui che venne definito l’Ambasciatore della Ciociaria nel mondo, come degno rappresentante del genio degli artisti ciociari e per aver raffigurato la nostra terra nelle sue opere con grande maestria. La sua arte, infatti, è stata sempre assolutamente coerente con il suo contesto di vita, di provenienza; i suoi sono dei veri e propri ritratti dell’ambiente ciociaro, con mercati, feste paesane e scorci di paesaggi mozzafiato. Contrasti di colore ripropongono scene e momenti di vita campestre, tipicamente nostrane, realizzate in quelle forme espressive astratte, pur mantenendo integre le connotazioni del figurativo.
La grandezza di Sarra è stata proprio questa, essere riuscito a coniugare due forme espressive (astrattismo e figurativo) tra loro antitetiche in modo davvero geniale, e qui il talento, ma soprattutto averle orientate alla necessità comunicativa, al bisogno di dire l’essenziale, la bellezza, il valore.

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