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Napolitano a Cassino, lavoratori Multiservizi chiedono incontro

Presidente Napolitano,
il 26 novembre 2004 l’allora Presidente della Repubblica Ciampi nella visita a Frosinone incontrò una delegazione di lavoratori allora denominati LSU (lavoratori socialmente utili) che da 6 anni lavoravano senza oneri e contributi presso gli enti locali.
Essi chiedevano al Presidente di sbloccare una situazione pesantissima a livello nazionale (circa 150.000 persone facevano parte del bacino LSU provenienti dalla disoccupazione o dalla inoccupazione) e aiutarli a definire un percorso di stabilizzazione compiuto.
Qualche anno dopo il percorso si avviò per i lavoratori di tre enti della provincia ciociara: Frosinone, Alatri e parte di quelli in forza presso l’Amministrazione Provinciale. Insomma furono “stabilizzati” 215 lavoratori nei servizi essenziali degli enti in una società chiamata Frosinone Multiservizi con una partecipazione societaria della Regione Lazio.
Queste lunghe storie di precarietà (10 anni) e di lavoro presso la Società (7 anni) hanno permesso agli enti succitati di risparmiare in servizi, complessivamente, fino a 34 milioni di euro.
Nel frattempo la Società aveva ottenuto altri servizi con i quali si dava occupazione ad altre 90 persone.
Non appena i contratti con gli enti sono scaduti (nel 2011) è stata purtroppo avviata la procedura di liquidazione della Società – con un debito di 8 milioni di euro non certo accumulato dai lavoratori – e, nel giugno del 2013, tutti e 304 i lavoratori sono stati licenziati.
Gli enti hanno proceduto a spacchettare gli appalti e ad affidare a cooperative di tipo B i servizi, a dimezzare il reddito (da 850 a 500 euro), a cambiare il contratto da indeterminato a determinato. Si è tornati insomma alla casella di partenza di 17 anni prima.
I lavoratori non hanno accettato tale soluzione e stanno ingaggiando con gli enti una strenua lotta per la ricostituzione di una società in house che ricollochi questi lavoratori, che gli assicuri un futuro lavorativo e un appena decente livello di sopravvivenza, tutte cose che le cooperative non riescono ad assicurare, anche alla luce dei fatti succedutisi che clamorosamente bocciano l’operato dell’esternalizzazione dei servizi verso privati.
Centinaia di questi lavoratori, tra l’altro, sono alla soglia della pensione e vorrebbero terminare il loro percorso.
Ad oggi la situazione è la seguente:
– gli enti sarebbero disposti alla ricostituzione di una società pubblica, avendo deliberato e avendo coinvolto in tal senso anche la Prefettura di Frosinone;
– la Regione Lazio è disponibile a fornire strumenti, ammortizzatori e sostegno per la nascita di un nuovo soggetto;
– i lavoratori e le parti sociali hanno redatto un piano d’impresa da cui emerge che la strada di una unica società pubblica è meno onerosa per le casse degli enti, più garantita per i lavoratori, più efficiente nei servizi, più logica dal punto di vista dell’assetto organizzativo e per l’accesso a risorse eventuali.
I lavoratori, oramai alla fine dell’unico ammortizzatore sociale in essere, l’ASPI, di fronte ad atteggiamenti eccessivamente interlocutori degli enti Le chiedono di sollecitare gli enti:
– ad una definitiva presa di posizione verso la ricostituzione di una nuova società che coinvolga gli enti;
– alla redazione finale del piano d’impresa;
– allo start-up aziendale.
Certi del Suo interessamento Le chiediamo un incontro a margine della manifestazione del 15 marzo a Cassino. (Ex lavoratori della Frosinone Multiservizi)

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