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Stop alle polemiche, il calcio torni ad essere un gioco

E’ spiacevole constatare come il clima intorno alla lotta per la Serie B si sia particolarmente avvelenato negli ultimi giorni. E ancora più spiacevole è il fatto che ad “incancrenire” l’atmosfera siano stati coloro che dovrebbero, invece, rasserenare gli animi: i dirigenti.
Le dichiarazioni del direttore sportivo del Perugia, Roberto Goretti, hanno solo avuto l’effetto di inasprire quelle che dovevano rimanere semplicemente delle schermaglie dialettiche. Bene ha fatto il Frosinone a non replicare alle parole del dirigente dei grifoni, che dovrà giustificare le sue frasi di fronte alla Procura Federale fornendo le prove di quanto ha affermato.
A Goretti va fatto solo notare che l’unico 14 che il Frosinone conosce è quello delle espulsioni subite nell’arco delle ventotto partite disputate: di fatto una partita sì e una no la squadra di Stellone finisce in dieci. Se il “palazzo” volesse favorire i giallazzurri, gli arbitri sarebbero tanto severi con il Frosinone? La domanda è retorica e a questo punto sarebbe davvero il caso che si prendesse atto che chi è al comando lo è con merito.
Adesso si capisca che certe affermazioni possono solo esacerbare un clima già teso per via di una lotta serrata per il primo posto. Si torni a far parlare il campo, unico giudice di un campionato che raramente in passato aveva messo in mostra valori tecnici come quelli delle tre squadre al comando della classifica. (Gabriele Margani)

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