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Autismo, Daniela Bianchi: pronta una legge regionale

«Un urlo per rompere il silenzio che condanna l’autismo a non essere ascoltato. Un urlo che diventerà una proposta di legge regionale per aiutare le tante persone affette dal problema». Così Daniela Bianchi, consigliere regionale del gruppo “Per il Lazio”, ha salutato la piazza di Ferentino, gremita di bambini ed insegnanti in occasione della manifestazione “Ferentino si accende di Blu”, organizzata dal Comune per la giornata internazionale sull’Autismo indetta dall’ONU.
«Dobbiamo rompere il muro di indifferenza intorno all’autismo – ha spiegato Bianchi – e far sentire la vicinanza delle istituzioni soprattutto alle tante famiglie che vivono il problema. Per farlo, ho preparato una legge regionale, la prima sul tema, per affrontare il fenomeno con migliori servizi alle persone, assistenza scolastica ed un osservatorio regionale che monitori e raccolga le ricerche e gli studi sul tema».
«Oggi non esistono interventi simili – ha proseguito il consigliere -, non abbiamo neanche a disposizione dati certi sulla diffusione dell’autismo, molte volte scambiato per altre patologie o addirittura nascosto. In Italia le persone che dovrebbero esserne affette sono circa 550 mila, anche se uno studio americano ha dichiarato che un bambino ogni 88 nasce autistico».
«Con la proposta di legge – ha spiegato ancora Bianchi – vogliamo riconoscere il disturbo e fare in modo che venga gestito fin dalla prima infanzia. La proposta, infatti, coinvolge in primis il mondo della scuola, prevedendo una specifica formazione per gli insegnanti e un coordinamento tra i soggetti che organizzano sostegno ai bambini».
«Attualmente, in molte scuole, i bambini autistici hanno già ore di assistenza, ma nella maggior parte dei casi sono poco coordinate tra loro. Con la proposta di legge, che mi vedrà come prima firmataria, metteremo al centro la persona, i suoi bisogni ed i benefici che potrà avere da cure e percorsi di aiuto».
«Quello dell’autismo, è bene sottolinearlo, è un problema che coinvolge tutta la collettività. Aiutare e riconoscere da subito un bambino autistico significa, oltre a garantirgli dei progressi sul piano emotivo e sociale, un forte risparmio di risorse pubbliche. Basti pensare che un caso grave di autismo non riscontrato nei primi anni ha un costo-vita per il sistema sociosanitario di circa 4 milioni di euro».
«L’obiettivo finale della legge – ha aggiunto ancora il consigliere regionale – sarà quello di creare una cultura dell’autismo che cancelli molti luoghi comuni, che prepari insegnanti ed operatori sociali e che permetta di usare in maniera più efficiente la spesa pubblica per dare dei veri benefici ai soggetti coinvolti».
«Per migliorare e portare avanti questo progetto di legge – ha concluso Bianchi – chiederò il sostegno e il contributo di associazioni, operatori, mondo della scuola e anche degli stessi genitori di bambini autistici. Vorrei, come fatto per la violenza sulle donne, dare voce agli inascoltati e offrire loro gli strumenti per vivere al meglio la loro “diversità”, in una società che li accolga e li comprenda».

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