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Brucia pozzo di petrolio a Ripi

Un’equipe composta da personale di vigili del fuoco, Forestale, Arpa Lazio, Carabinieri e vigili urbani ha lavorato tutta la notte in località San Giovanni a Ripi, dove ieri si è verificato uno sversamento di petrolio e un incendio, dalla conduttura che porta il greggio, dal punto in cui viene estratto fino alla cisterna. Un percorso di circa 500 metri, a metà del quale, per cause ancora tutte da scoprire, c’è stata la rottura e la fuoriuscita del combustibile. «Non una situazione da disastro ambientale – dichiara il sindaco di Ripi, Giovanni Celli -. Va però mantenuta monitorata così come sta avvenendo in queste ore. Non sappiamo quanto petrolio sia uscito, in quanto si è incanalato in un fosso nel quale scorre un piccolo torrente e si è diluito nell’acqua. Neanche possiamo dire da quanto c’è la rottura. Sicuramente, però, nella condotta non scorre una enorme quantità di greggio. Le pompe vengono azionate una sola volta a settimana a rotazione». Per due ore un incendio di natura ancora da accertare, ieri, ha bruciato la vegetazione fino ad arrivare al petrolio. In due ore il rogo è stato spento dai pompieri. Restava, però, il petrolio nel canale. «Certamente i tecnici fino ad adesso ne hanno recuperato una gran quantità e mandato in una discarica per raffinerie in Campania». La cappa di fumo nero, denso e nauseabondo, ieri, ha consigliato la chiusura di via Petroglie, che dà accesso alla zona interessata dall’incidente. La scia nera, nel fossato, è visibile per circa 600 metri e la cappa che si è creata rende l’aria irrespirabile. «Entro oggi – ha concluso Celli – speriamo che la situazione possa tornare alla normalità».

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