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Strisce pedonali rialzate: risorsa o problema?

Il dibattito, nell’era dei social network, ha preso vita su Facebook. L’amministrazione comunale di Frosinone ha deciso di contrastare l’elevata velocità con cui molti automobilisti percorrono le strade del capoluogo installando diciannove nuove strisce pedonali rialzate, che sommate alle dieci già esistenti sono diventate complessivamente ventinove. L’intenzione è quella di creare un deterrente nei confronti di chi preme il piede sull’acceleratore con eccessiva “disinvoltura” e allo stesso tempo mettere in sicurezza l’attraversamento dei pedoni.
A questo punto, però, è nato il dibattito in rete. E ovviamente ci si è divisi tra chi li ritiene uno strumento utile per migliorare la circolazione stradale e chi, invece, li considera inutili e dannosi, soprattutto per i mezzi di soccorso. A dir la verità i secondi sono molto più numerosi dei primi. Senza entrare nel merito della discussione, una cosa è certa: a Frosinone le strisce pedonali rialzate sono davvero… rialzate, nel senso che rispetto ad altre città i dossi appaiono molto più alti. Forse si sarebbe potuto, al momento dell’acquisto delle strisce rialzate, sceglierne di un tipo meno “invasivo”.
L’assessore alla Polizia locale e alla sicurezza, Sandro Blasi, ha così spiegato l’introduzione della misura: «Con il completamento dell’installazione dei dissuasori del traffico in tutte le più importanti aree della città ci sarà maggiore garanzia per la  sicurezza dei cittadini ed in particolare nell’attraversamento delle strade. Voglio inoltre sottolineare come i dissuasori non servano a rompere le macchine, ma semplicemente a garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ad evitare di dover assistere a tragedie di cui purtroppo sono piene le cronache di giornali e televisioni. Infine voglio ricordare che, con il ribasso del 22% della spesa per i lavori di installazione dei dissuasori, a breve potranno essere realizzati altri ancora in zone delle città che ne necessitano».

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