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Il ruggito del Leone, il Frosinone si riprende la B!

Frosinone LecceSi potrebbe cominciare questo articolo dalla toccante dedica sulla maglietta di Frara, degno capitano giallazzurro. O dalla lunga e meritata festa dei tifosi al Matusa e in strada. O ancora, ma questo interessa a pochi, dal misterioso black out della linea internet, che ha isolato alcuni settori dello stadio. Ma qualunque modo si scelga per raccontare la seconda storica promozione in Serie B del Frosinone, sarebbe comunque un bell’inizio.
E allora partiamo dalla fine, dall’invasione di campo dei tifosi al triplice fischio, quello vero, dell’arbitro. Il Frosinone ha appena battuto il Lecce per 3-1 in una caldissima giornata di inizio giugno. E questo giorno, il 7 giugno 2014 appunto, entra di diritto nella storia del club giallazzurro, esattamente come otto anni fa successe all’11 giugno, data della prima promozione in Serie B. Oggi come allora il Frosinone è nel secondo campionato italiano.
E’ stata una vittoria bella e sofferta. Ma soprattutto meritata. I play-off sono stati vinti dalla squadra più forte, anche se al Lecce va reso l’onore delle armi. Al di là delle polemiche sollevate stucchevolmente dalle rispettive società e da alcuni organi di informazione di Perugia e Lecce, al termine di questa stagione meritavano la Serie B tutte e tre le squadre.
Ma ieri, e non solo ieri, il Frosinone è stato più forte. Ha vinto come era giusto che fosse, perché dopo i primi novanta minuti, conclusosi sull’1-1, ai tempi supplementari la squadra di Stellone ha schiacciato costantemente il Lecce nella propria metà campo e nell’ultimo mini tempo ha assediato l’area giallorossa.
La partita, però, non era iniziata sotto i migliori auspici. Il gol di Beretta al 19′ aveva sorpreso una statica difesa del Frosinone. I giallazzurri sembravano soffrire più dei loro avversari il caldo e gli attaccanti del Lecce potevano offendere senza trovare grosse resistenze. La svolta della partita è arrivata al 37′, quando è uscito dal campo per infortunio il capitano del Lecce, Miccoli. Perso il suo giocatore più talentuoso e carismatico, la formazione di Lerda è apparsa smarrita. E il Frosinone ha preso coraggio. Alla fine del primo tempo è così arrivato il pari con Paganini su un bel colpo di testa.
Il secondo tempo è stato equilibrato, con le squadre che sembravano condizionate dalla paura di perdere. Ci sono allora voluti i supplementari per decidere la squadra promossa in Serie B. Il Frosinone ha fatto di tutto per evitare i rigori e quando, al 7′ del primo mini tempo, il Lecce è rimasto in dieci per l’espulsione di Beretta, ha premuto sull’acceleratore. I secondi quindici minuti, però, sembravano stregati, con Viola e Carlini che hanno fallito due clamorose occasioni. Ma il gol era nell’aria e a realizzarlo è stato il simbolo di questo Frosinone che ha saputo ritrovare il feeling con i tifosi dopo l’amarissima retrocessione di tre anni fa e le prime due stagioni anonime in Lega Pro. E’ stato capitan Frara, su incornata, a portare il Frosinone in vantaggio: emozionante la dedica al papà scomparso negli scorsi mesi.
Gli ultimi minuti sono stati un susseguirsi di emozioni, con un triplice fischio partito dalla Tribuna laterale che ha fatto scattare l’invasione di campo quando ancora mancava un minuto e mezzo al 15′. Ci sono voluti diversi minuti affinché i tifosi capissero che dovevano tornare sugli spalti. In quel momento c’è stata una testata di Diniz su Viola, sanzionata con il rosso. E proprio Viola ha messo il sigillo sul 3-1 del Frosinone.
Il resto è storia, con la squadra in tripudio e i tifosi a festeggiare. E la storia il Frosinone dovrà scriverla in Serie B.

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