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La favola di Gori: voglio Frosinone colorata di giallazzurro

Frosinone esultanza Martina TerrinoniMirko Gori ha dato un calcio al periodo sfortunato. I lunghi mesi lontano dai campi sono ormai solo un ricordo, anche se allora per il centrocampista del Frosinone furono pesanti da sopportare. «E’ stato un periodo bruttissimo – ricorda Mirko -. Già molto prima di operarmi stavo male, sia fisicamente che mentalmente. Non mi riuscivano più le cose che prima mi venivano naturali, anche uno scatto di venti metri mi provocava un dolore fortissimo. Sono state settimane difficili, dopo ogni partita stavo male. Quando ho saputo dell’operazione, non sapevo neanche che la pubalgia potesse essere risolta in quel modo. Dopo essermi sottoposto all’intervento i dolori sono diminuiti e così ho potuto riprendere ad allenarmi. Devo dire che non ho mai smesso di credere in me stesso. Sapevo che rispetto ai miei compagni avevo nelle gambe una quindicina di partite in meno, ma non mi sono mai abbattuto. E comunque un mese e mezzo prima di tornare a giocare ero già del tutto rientrato in gruppo. Va in ogni caso detto che il mister è stato coraggioso nel puntare su di me».
Delle emozioni vissute in questi play-off è stato già scritto. Gori è sceso in campo, ha giocato da assoluto protagonista e a Lecce domenica scorsa è andato pure in gol: quella di Mirko, ciociaro di Tecchiena di Alatri, sembra una bella favola. Sabato ci sarà la finale di ritorno e il centrocampista ha una richiesta da fare ai tifosi: «I nostri sostenitori si sono confermati speciali, acquistando i biglietti ancora prima che giocassimo la partita di andata e tappezzando Frosinone con tantissime bandiere. A questo proposito mi piacerebbe che ogni angolo della città fosse colorato di giallazzurro». (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

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