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Frosinone-Lecce, quando i Tesoro abbandonarono la Pro Patria

Antonio TesoroNella storia calcistica della famiglia Tesoro, ora al comando del Lecce, c’è anche l’avventura alla guida della Pro Patria. Tra il 2009 e il 2010 i Tesoro, il patron Savino e suo figlio Antonio, allora presidente, erano ai vertici societari del club di Busto Arsizio. Fu un’esperienza conclusasi con l’abbandono da parte di entrambi.
Il primo a lasciare la Pro Patria, allora in Seconda Divisione, fu il presidente Antonio Tesoro. Il giovane numero uno tigrotto, con un comunicato diffuso il 28 settembre 2010, rassegnò le dimissioni irrevocabili «a causa di totale mancanza di stima, non condivisione dei programmi e totale incomunicabilità nei confronti della proprietà». “Proprietà” che altri non era se non il padre di Antonio, Savino Tesoro…
A stretto giro di posta arrivò la decisione di abbandonare la società anche da parte dello stesso Savino Tesoro. Così il giornale VareseNews (leggi qui) raccontò i fatti in quei giorni: «C’è chi ormai lo paragona a Giuseppe Zoppo, l’uomo che ha fatto fallire la Pro Patria ad un passo dalla serie B, c’è chi ancora crede che stia bluffando e c’è chi gli chiede semplicemente di farsi da parte senza creare ulteriori danni. Savino Tesoro, proprietario della squadra di calcio bustocca, è ormai come il fumo negli occhi per i tifosi tigrotti, soprattutto dopo l’annuncio fatto tramite il quotidiano “la Provincia” di mettere in liquidazione la società Aurora Pro Patria dopo poco più di 18 mesi alla guida. Se da parte dello staff tecnico e dirigenziale a partire dal direttore Regalia fino all’addetto stampa è “no comment” l’unica frase riportabile, da parte dei tifosi è scattata l’ora della rabbia nei confronti di chi ha promesso di riportare la squadra in auge e, invece, l’abbandona al suo destino in Seconda Divisione dopo aver fatto accarezzare il sogno della serie B sfumata nell’ormai storica partita con il Padova del 2009».

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