Atuttapagina.it

Quel giorno in cui Camilli affermò: stanno spingendo il Lecce in B

Piero Camilli«C’era l’Ufficio Inchieste. Il calcio è un bel gioco, ma viene rovinato dagli uomini. Purtroppo oggi ci hanno mandato un arbitro scarso. Ci ha negato un rigore colossale e ha ammonito a senso unico. Siamo una piccola realtà. A questi, invece, li stanno spingendo in B domenica dopo domenica. È sotto gli occhi di tutti quello che è successo oggi». A pronunciare queste parole, riferite al Lecce, non fu un dirigente o un tesserato del Frosinone, ma Piero Camilli, una persona che di certo non può essere accusata di simpatie giallazzurre. Era il 6 aprile scorso, quattordicesima giornata del girone di ritorno, e il Lecce vinse per 1-0 sul campo del Grosseto. A fine partita, ai microfoni di Grosseto Sport, il patron biancorosso fu una furia.
«Se il Lecce deve andare in B, allora il livello è scarso – affermò Camilli -. A noi oggi hanno fatto un furto. Sono qui per fare bene. A gennaio sono intervenuto per fare bene e rinforzare la squadra. Ora, però, voglio che i ragazzi vincano le tre partire rimaste, dopodiché vedremo cosa accadrà. Comunque, se il Lecce è una squadra che deve andare in B allora qualcosa non quadra».
Per la cronaca, dopo queste dichiarazioni Camilli venne inizialmente inibito per quattro mesi dalla giustizia sportiva, ma successivamente venne del tutto assolto e l’inibizione e la relativa multa di 15.000 euro cancellate.

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni