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Rifiuti, la Valle del Sacco sotto assedio

Valle del Sacco«Siamo nella fase in cui è necessario mettere un freno a tutti i progetti vecchi e nuovi che si stanno proponendo sul nostro territorio, siamo stanchi di dover contrastare quotidianamente a suon di osservazioni e ricorsi al Tar, oltre che denunce alle autorità giudiziarie, ciò che i cittadini ritengono debba essere deciso in un piano territoriale concordato con la comunità». Lo afferma Alberto Valleriani della Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa).
«Ieri inceneritori, discariche e biomasse, oggi biogas e compostaggio, in una sorta di corsa alla soluzione di un problema indotto da una politica inerte e lontana dai bisogni territoriali – ha proseguito Valleriani -. Se facciamo un conto, anche approssimativo, delle proposte imprenditoriali, ci rendiamo conto che la gran parte dei nuovi impianti presentati presso gli uffici autorizzativi della Regione Lazio risulta di gran lunga superiore alle necessità, con la sensazione, se non certezza, che l’aspetto economico rappresenti l’unica spinta che muove i proponenti».
«Ci troviamo, come comunità, a dover contrastare impianti di natura simile, a parte le vecchie scelte programmatiche di discariche e inceneritori, a Ferentino, Supino, Anagni, Colleferro, Genazzano per una capacità di circa 170.000 tonnellate/anno. Se facciamo un conto approssimativo in relazione al rifiuto pro capite prodotto ogni anno con una percentuale del 25-30% di organico, ci rendiamo conto che l’impiantistica proposta dovrebbe servire un bacino di utenza di centinaia di migliaia di abitanti, senza tener conto che la Valle del Sacco ha una caratteristica rurale per cui gran parte del materiale viene smaltito autonomamente – ha spiegato ancora il rappresentante di Retuvasa -. I numeri sono suscettibili di approfondimento, ma non crediamo si allontanino molto dalla realtà e rendono l’idea di come una nuova programmazione, ora più che mai, sia assolutamente indispensabile».
«Per questo i cittadini della Valle del Sacco, oltre a contrastare a livello giuridico-amministrativo questo nuovo assalto al territorio, stanno promuovendo continue mobilitazioni al fine di innalzare nuovamente il livello di attenzione e far rendere conto ad amministrazioni locali, provinciali e regionali che è sempre più urgente ascoltare e concordare, prima di prendere decisioni avventate».
Ecco allora l’appello: «Il prossimo appuntamento, rivolto a tutti, è di partecipare in massa alla manifestazione di sabato a Ferentino presso la rotatoria del casello autostradale alle 15:30, con la parola d’ordine che la Valle è presente e che non può più essere sottoposta a continuo assedio».

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