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Se fosse stato un ultras, cosa si sarebbe detto?

Un po’ di chiarezza sembra necessaria. Partiamo da Mario Macalli, il monarca della Lega Pro, che ieri ha affermato che a Frosinone c’è «gentaglia da mettere dietro le sbarre». Una risposta al presidente dei campionati di terza serie è arrivata ieri dal Giudice Sportivo. La multa al Frosinone di 15.000 euro è pesantissima, ma la società paga più i fumogeni e i petardi che non le presunte intemperanze dei tifosi alla fine della partita. Il comunicato di Pasquale Marino parla chiaro nel motivare la sanzione: «Perché propri sostenitori introducevano e accendevano, nei settori da loro occupati, numerosi fumogeni, uno dei quali veniva lanciato sul terreno di gioco, nonché facevano esplodere sette petardi e lanciavano sul terreno di gioco alcune bottigliette di plastica semipiene, il tutto senza conseguenze; un numeroso gruppo di sostenitori al 14′ minuto del secondo tempo supplementare, scavalcata la rete di recinzione, entrava sul terreno di gioco, costringendo l’arbitro a sospendere la gara per circa sei minuti per il loro allontanamento; al termine della gara un gruppo di tifosi ancora più numerosi scavalcava nuovamente la recinzione e si posizionava sotto la curva destinata ai tifosi ospiti assumendo verso gli stessi atteggiamento palesemente provocatorio; per indebita presenza sul terreno di gioco al termine della gara di persone non identificate ma riconducibili alla società, una delle quali assumeva atteggiamento gravemente provocatorio verso tesserati della squadra avversaria». Questo è tutto. Per quanto riguarda il dopopartita, si parla di “provocazioni”. Non c’è scritto da nessuna parte che i tifosi del Frosinone siano stati minacciosi o addirittura che abbiano aggredito.
Dall’altra parte, invece, la “vittima” Franco Lerda è stato fermato per sette mesi, fino al 31 dicembre prossimo. Le motivazioni della sua squalifica appaiono decisamente più pesanti rispetto a quelle relative al Frosinone: «Perché al termine della gara, in reazione alle provocazioni di un tesserato della squadra avversaria, si scagliava contro quest’ultimo e lo colpiva con un pugno; allontanato da alcuni addetti alla sicurezza e dai propri dirigenti, ne eludeva l’intervento e raggiunto un calciatore della squadra avversaria lo strattonava e lo colpiva con una manata al volto; dopo essersi apparentemente calmato raggiungeva la curva dove erano posizionati i sostenitori della propria squadra per salutarli unitamente ad alcuni calciatori; nel rientrare negli spogliatoi veniva raggiunto da insulti e provocazioni da parte di alcuni sostenitori locali che erano entrati sul terreno di gioco; in reazione a tali comportamenti si scagliava contro un giovane tifoso locale e dopo averlo colpito e mandato con un calcio per terra lo colpiva nuovamente con due pugni, dirigendosi poi di corsa verso gli spogliatoi».
Riassumiamo per il ragionier Macalli: i tifosi del Frosinone hanno provocato, Lerda ha picchiato. Rispettivamente Domenico Costantini, il preparatore dei portieri del Frosinone, Russo e un tifoso. Chi ha mantenuto un atteggiamento fortemente irresponsabile, rischiando di provocare disordini ben più gravi?
Le foto parlano chiaro, con un Lerda fuori di sé e i suoi giocatori, più responsabili dell’allenatore, che lo trattengono a fatica. Ancora più eloquenti sono le immagini della Rai, dove si vedono l’aggressione alle spalle di Costantini e lo schiaffo a Russo, il quale non sembra affatto avere un atteggiamento ostile nei confronti dell’allenatore del Lecce.
A questo punto vengono spontanee delle domande dopo aver fatto una premessa. La squalifica di Lerda per sette mesi è dura, ma non durissima. Se quell’atteggiamento lo avesse tenuto un tifoso qualsiasi, non si sarebbero presi provvedimenti più severi come ad esempio il Daspo? E a quel punto la Domenica Sportiva non ne avrebbe parlato per una trasmissione intera, Giletti non ne avrebbe fatto il tema di una puntata del suo programma e Vespa non avrebbe realizzato un plastico del Matusa con gli ospiti del suo salotto televisivo pronti a processare per direttissima il tifoso? Ma Lerda non è un ultras, tutto questo a lui non verrà “riservato”. Avrà, però, tempo sette mesi per calmarsi: nel frattempo il Frosinone si godrà la Serie B. (Gabriele Margani)

Franco Lerda

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