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Stellone, un futuro da predestinato

Roberto Stellone Martina TerrinoniAlzi la mano chi quest’anno non ha criticato almeno una volta l’operato di Roberto Stellone. L’allenatore del Frosinone è stato fatto oggetto di appunti per le più svariate ragioni: i sistemi di allenamento, l’eccessiva “familiarità” con i giocatori, le scelte tecniche. Su queste pagine a inizio stagione a Stellone vennero “rimproverati” i continui cambiamenti tattici.
Il mestiere di allenatore è uno di quelli maggiormente soggetti a critiche e poi, si sa, l’Italia è un Paese di 60 milioni di commissari tecnici e tutti, anche se semplicemente giornalisti o tifosi, si sentono in diritto di dire la propria. E’ anche questo il bello del calcio.
Stellone, però, non ha mai perso la rotta. Anzi, c’è stata una partita in cui l’ha trovata definitivamente. E’ stato in occasione della partita interna contro il Pontedera nel girone d’andata. Fino a quel momento più di qualcosa scricchiolava nel rapporto tra lui e l’ambiente, ma quella convincente vittoria, la più bella prestazione stagionale insieme alla partita dei play-off con la Salernitana, consegnò al Frosinone e al suo allenatore nuove certezze.
Stellone quest’anno ha avuto un merito particolare, quello di aver creato uno spogliatoio compatto come non si vedeva dai tempi di Ivo Iaconi. E, non a caso, la prima promozione in Serie B arrivò proprio in presenza di un gruppo unito, come quello di questa stagione. Ma anche dal punto di vista tecnico-tattico l’allenatore è cresciuto tantissimo con il passare dei mesi. L’atteggiamento eccessivamente offensivo con cui giocava all’inizio il Frosinone è stato sostituito nei play-off da un’interpretazione più equilibrata della partita: basti ricordare la finale di andata contro il Lecce, quando Stellone saggiamente cercò di portare a casa il pareggio rinunciando ad osare troppo.
Roberto Stellone ha le stimmate del predestinato. Ha un curriculum importante da calciatore alle spalle, sa gestire uno spogliatoio e tenere a freno anche le “prime donne”, sa farsi ben volere dai tifosi, non va mai sopra le righe nelle interviste, è capace di ascoltare e, cosa più importante di tutte, ha una ben precisa “proposta” di calcio. Nel prossimo campionato in Serie B, con un anno di esperienza in più, ci sarà da divertirsi. (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

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