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Alla velocità della luce, a Frosinone uno spettacolo mai visto

Krypton la ciociariaAl Teatro Studio Krypton è affidata la grande apertura del Ric Festival 2014 a Frosinone. Questa sera piazzale Vittorio Veneto sarà invasa dall’installazione video/laser concepita appositamente per la città da Giancarlo Cauteruccio.
Intervenire nella città di Frosinone per la compagnia Teatro Studio Krypton e il regista Giancarlo Cauteruccio non può essere che l’occasione per creare un omaggio all’opera di un grande artista di Frosinone quale è stato Anton Giulio Bragaglia. Il titolo della performance, Alla velocità della luce – Dinamismi iridescenti, scaturisce proprio dall’opera di Bragaglia e richiama esplicitamente il movimento del “Fotodinamismo” da lui fondato.
Con l’ausilio di sofisticati sistemi laser, video, luci, suoni e voci, lo spettacolo produce una intensa azione di rivisitazione percettiva della piazza, smaterializzando l’architettura che la caratterizza. Il palazzo della Prefettura, d’epoca razionalista, sarà “rieditato” dal video per diventare scenario dinamico 3D, mentre tre sistemi laser sposteranno tutta l’energia della facciata nell’intera piazza antistante. Si genererà così una architettura di luce, una danza delle geometrie, un evento di teatro totale. Lo spettacolo si concluderà con un black-out di 60 secondi al termine del quale, sotto la spinta dirompente della musica di uno dei più innovativi dj italiani, Andrea Mi, gli spettatori diventeranno i veri protagonisti di un’inedita festa della luce. Un progetto di Teatro-Architettura per la città che fonda la sua estetica e il suo linguaggio sull’applicazione delle tecnologie alle arti sceniche, per trasformare lo spazio cittadino in uno scenario dinamico nel quale i protagonisti-attori diventano gli spettatori. In questa opera che inaugura a Frosinone le Invasioni Creative, che raggiungeranno poi Latina e Rieti, il teatro elettronico, che caratterizza il lavoro di Krypton da oltre trent’anni, declina l’intuizione della scenografia sintetica e il concetto di smaterializzazione del corpo che Bragaglia ha applicato nella sua importante creazione fotografica e filmica.
Krypton fonda la sua poetica sull’esplorazione delle tecnologie e della loro applicazione sulla scena e nelle arti. Il suo lavoro ha un’attitudine interdisciplinare che si rivolge al mondo del teatro come a quello dell’architettura e delle arti visive e l’attenzione all’indagine digitale è una forma di necessità, una risposta dovuta alla sua stessa identità. Krypton ha sempre legato la propria ricerca a progetti nati sotto il segno della sperimentazione tecnologica con creazioni che sin dagli anni Ottanta sono state radicalmente innovative. A questa ricerca Krypton affianca un profondo lavoro sulla drammaturgia, dai testi di maestri del Novecento, come Beckett, Pinter e Jarry, alla rivisitazione di testi classici, alla giovane creazione contemporanea. Il suo teatro è inteso come forma d’arte e di creazione conoscibile, un teatro che rappresenta in ogni caso il luogo del corpo, dove la carne è protagonista. La tecnologia, vista come estensione espressiva, rappresenta la vibrazione della carne. La sede stabile della compagnia è il Teatro Studio di Scandicci e qui, da oltre quindici anni, Krypton ha fondato un concreto laboratorio permanente dedicato all’innesto delle tecnologie digitali all’interno della dimensione creativa, dalle arti sceniche alle sue contaminazioni con l’architettura e la visual art, la poesia, la musica.

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