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Ritorno al… futurismo a Frosinone

Piazzale Vittorio Veneto Alessia FioriniQuando Piazza Vittorio Veneto venne inaugurata si portò dietro tutta una serie di critiche. A Frosinone, si sa, è il modo migliore per portare a battesimo qualcosa. Il 2 luglio, però, quel marmo tanto criticato, quello sfondo tanto vituperato da locali chiusi e spesso abbandonati, ora destinati a mostre storiche e d’arte, sono stati illuminati dai laser fotodinamici del “Teatro Studio Krypton”, magistralmente diretto da Giancarlo Cauteruccio, un gruppo di Scandicci (Firenze) che si è riproposto di dedicare ad Anton Giulio Bragaglia un eccezionale tributo fatto di luci, testi futuristi, immagini suggestive e atmosfere ambient.
Anton Giulio Bragaglia, per chi non lo sapesse, frusinate, avanguardista degli avanguardisti della fotografia futurista, precursore del futurismo ancor prima del Marinetti e del bolognese Tato, che solo nel 1930 affronteranno la fotografia nella corrente futurista.Piazzale Vittorio Veneto Alessia Fiorini1
Piazza Vittorio Veneto si trasforma, l’architettura razionalista della Prefettura viene presa d’assalto da immagini temerarie, caratteri cari al futurismo, frasi di marinettiana memoria.
Dal buio delle 22 e di una luna assopita e appena crescente rinascono fasci di luce danzanti nel vapore delle smoke machine. Giochi sensoriali, motori avanguardistici di un’epoca che deve trovare il giusto compromesso tra natura e architettura, tra verde e urbanizzazione. Il “Teatro Studio Krypton” addestra la luce, rende dinamica l’architettura, si impone per oltre un’ora per poi lasciare gli spettatori senza luce, senza progresso, riportando indietro la macchina del tempo per poi riesplodere di nuovo in sonorità ambient e in giochi di luce, mentre la parte alta della Prefettura è affidata alle immagini di Mastroianni, di Manfredi, dei film di De Sica, Ciociari che il resto d’Italia ci invidia.
Piazzale Vittorio Veneto Alessia Fiorini2Un anelito di nuova speranza nella riscoperta della Frosinone fucina di idee, Ciociaria prima parte del ‘900 caratterizzata da un fervore di idee intellettuali che ben si associavano al lavoro duro della campagna. Il gioco di luci proposto dall’iridescente lavoro del “Teatro Studio Krypton” toglie il fiato, scalda nonostante il vento costante del Belvedere e dà impulso, motore e vitalità a una città spesso addormentata.
Forse un inizio per un museo del cinema ciociaro, azzardo, laddove sorgeva un tempo il dispensario provinciale antitubercolare. Ai posteri, al futuro, la sentenza. (Alessandro Vigliani)

Foto di Alessia Fiorini

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