Atuttapagina.it

Inquinamento Valle del Sacco, pronto un esposto all’Organizzazione Mondiale della Sanità

Valle del SaccoNei giorni scorsi la Regione Lazio ha annunciato che la Bonifica dei terreni inquinati nella Valle del Sacco è stata inserita come «azione cardine» nella programmazione regionale 2014-2020 e finanziata con 70 milioni di euro dai fondi Bilancio, PSR (Piano Sviluppo Rurale) e FSC (Fondo Sviluppo e Coesione); il fondo del POR-FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale), inizialmente previsto per sostenere gli interventi sulla Valle del Sacco, era stato escluso in sede di accordo di partenariato (www.lazioeuropa.it/45_progetti_per_il_lazio-3/bonifica_dei_terreni_inquinati_nella_valle_del_sacco-39).
Peccato che detti fondi non sono, in realtà, disponibili:
– il Bilancio Regionale prevede alcuni stanziamenti, denari che però la Regione non può spendere per la bonifica del SIN Bacino del fiume Sacco, poiché la recente sentenza del TAR ha riportato la competenza per il risanamento ambientale dalla Regione Lazio al Ministero dell’Ambiente, con il quale mancano accordi ed intese, pure in assenza di normative attuative alle quali fare riferimento;
– il PSR, pubblicato sul sito della Regione Lazio, non prevede interventi specifici sulla Valle del Sacco, restando ancora da individuare quali azioni e progetti per la bonifica possano essere realizzati nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale e l’importo dei relativi finanziamenti;
– il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) non è ancora attivo, poiché la sua programmazione non è stata definita e sono in corso le trattative con gli organi statali per gli interventi e l’entità dei fondi per la Regione Lazio.
Pertanto, allo stato attuale l’azione cardine sulla bonifica della Valle del Sacco è priva dei fondi necessari alla sua attuazione; inoltre, non è stato precisato quali saranno, nel concreto, gli interventi di risanamento ambientale, quali i tempi, quali i risultati attesi.
La Valle del Sacco è all’anno zero: per la bonifica dei siti inquinati, per l’emergenza sanitaria, per gli impianti di trattamento dei rifiuti, per lo sviluppo economico, per il rilancio sociale.
La nostra terra è tuttora considerata come una cenerentola, ultima fra gli ultimi, drammaticamente illusa nell’accoglimento delle sue istanze e ragioni: la Valle del Sacco è stata esclusa dalla Regione dall’elenco delle aree interne del Lazio bisognevoli di sostegno e specifiche strategie per lo sviluppo economico e sociale (Delibere Giunta Regionale 476 e 477 del 17 luglio 2014).
O forse i cittadini della Valle del Sacco sono ricchi, in buona salute e vivono in un paradiso naturalistico?
Il Comitato LIP Valle del Sacco, oltre alla imminente presentazione del testo della Legge di Iniziativa Popolare per il risanamento ambientale, lo sviluppo ed il rilancio del territorio, è in procinto di avviare:
– un esposto e richiesta d’intervento all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il grave stato di salute della popolazione;
– la richiesta alla Commissione Europea di attivare una procedura d’infrazione per la violazione delle direttive europee in tema di bonifica dell’inquinamento, trattamento dei rifiuti urbani, tutela delle acque e dei suoli, nonché per la violazione delle direttive e dei regolamenti UE per la programmazione dei fondi strutturali;
– l’azione per il risarcimento del danno ambientale su tutta la Valle del Sacco, sia con la class action contro la pubblica amministrazione come prevista dal DLgs 198/2009, sia attraverso il procedimento di cui al T.U. Ambiente DLgs 152/2006.
Il Comitato LIP Valle del Sacco propone a tutte le associazioni di cittadini ed ai sindaci di aderire a dette azioni, finalizzate ad ottenere quanto dovuto al nostro territorio ed ai suoi abitanti. (Comitato LIP Valle del Sacco)

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni