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La spending review regionale è legge, soppresso il Consorzio delle grotte di Pastena e Collepardo

Grotte di PastenaIl Consiglio regionale ha approvato, con 26 voti a favore e 18 voti contrari, la proposta di legge regionale n. 147, recante “Misure finalizzate al miglioramento della funzionalità della Regione Lazio: disposizioni di razionalizzazione e di semplificazione dell’ordinamento regionale, nonché interventi per lo sviluppo e la competitività dei territori e a sostegno delle famiglie”.
Il voto è giunto alle 2:15 di notte, dopo una lunga e complessa discussione sul maxi subemendamento sottoscritto dall’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, con il quale la maggioranza aveva blindato il provvedimento, facendo decadere i circa cinquemila emendamenti e subemendamenti, la maggior parte dei quali presentati dai gruppi di opposizione. Il Consiglio regionale ha approvato anche diversi ordini del giorno, sottoscritti sia da consiglieri di maggioranza che di opposizione.
Della proposta di legge regionale n. 147 d’iniziativa della Giunta, nota anche come spending review regionale o “collegato”, dopo quattro giornate di lavori oltre al titolo era stato esaminato e approvato dall’Aula soltanto l’articolo 1 con alcuni emendamenti. Il testo definitivo dei restanti 46 articoli è arrivato sotto forma di un maxi subemendamento della Giunta, che, oltre a porre fine alla possibilità di presentare ulteriori modifiche al provvedimento da parte dei consiglieri, ha sostituito l’articolo 2 con un nuovo articolo di 150 commi. La spending review si compone, dunque, di soli due articoli. Salvo tre piccole modifiche, il testo è quello approdato nell’Aula la scorsa settimana, così come era stato licenziato dalla commissione Bilancio, i cui lavori per l’esame della pl 147 erano iniziati lo scorso 7 aprile. Prima della discussione finale in Consiglio il maxi subemendamento era stato inviato nuovamente alla commissione Bilancio, ma si è trattato solo di un rapido passaggio formale: la commissione presieduta da Mauro Buschini ha rinviato subito tutto all’Aula, in quanto nel merito nulla era cambiato rispetto al provvedimento licenziato dalla stessa dopo sedici adunanze e quattro audizioni.
Oltre a introdurre nuovi tagli alla spesa, la nuova legge regionale interviene in diversi settori, in materia di organizzazione e semplificazione amministrativa, sanità e servizi socio-assistenziali, sviluppo, competitività e politica fiscale.
In sintonia con le leggi nazionali in materia di revisione della spesa, la nuova legge prevede il taglio di numerose poltrone nella galassia degli enti e delle società regionali. Si riduce da cinque a tre il numero dei membri dei collegi sindacali delle aziende sanitarie locali. I tre membri dei collegi sindacali di Asl, Ares 118 e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) saranno così designati: uno dal Ministero delle Finanze, due dal Consiglio regionale a maggioranza qualificata. Per quanto riguarda le aziende ospedaliero-universitarie, invece, resta il riparto di un membro designato dalla Regione, uno dal Mef e uno dall’Università. Si stima così un taglio di 42 poltrone e un risparmio di circa 630 mila euro all’anno in compensi. In linea con le politiche di contenimento dei costi degli enti, sarà ridotto da tre a uno il numero dei componenti degli organi di revisione. La nuova disposizione sul revisore unico riguarderà i consorzi di bonifica, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura del Lazio (Arsial), l’Istituto regionale di studi giuridici A.C. Jemolo, l’Istituto per le Ville Tuscolane (Irvit) e gli enti di gestione delle aree naturali protette. Questo intervento porterà a un taglio di ulteriori 54 poltrone. La nuova legge regionale introduce anche norme volte a fissare un tetto retributivo per i dirigenti e i dipendenti delle aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (Ater).
Si prevede inoltre la soppressione:
– dell’Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali del Lazio (Abecol), resasi necessaria esistendo già un apposito organismo nazionale che svolge le sue stesse funzioni. Il risparmio annuo stimato è di 1,2 milioni di euro;
– del “Comitato tecnico-scientifico per l’ambiente”, non operativo da anni. Le funzioni di tale comitato saranno ricondotte alle strutture amministrative regionali che si occupano di ambiente;
– del Consorzio di gestione delle grotte di Pastena e Collepardo.

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