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Se nel calcio italiano i tifosi non meritano considerazione

Frosinone Martina TerrinoniQualche anno fa l’allora patron della Lazio Sergio Cragnotti li definì sbrigativamente “clienti”, sollevando la comprensibile reazione di tanti che vivono il calcio come una passione. Oggi i tifosi sono peggio che “clienti”, perché questi ultimi un’azienda li soddisfa, li accontenta, in una sola parola, li “coccola”.
Oggi i tifosi sono considerati in assoluto l’ultima componente che anima il mondo del calcio. Se ci sono bene, se non ci sono si va avanti lo stesso. E’ questo ciò che pensano i personaggi, dalle dubbie capacità, che negli ultimi anni si sono divisi le poltrone più importanti nella Federcalcio e nelle varie Leghe. Se non avessero una considerazione così bassa dei tifosi, questi signori non avrebbero svenduto il calcio alle televisioni, mandando in onda un campionato – quello di A e di B – “spezzatino”, nel quale la propria squadra del cuore gioca una settimana il sabato pomeriggio, un’altra la domenica a pranzo e un’altra ancora il lunedì sera, mettendo in seria difficoltà quegli stessi tifosi che la propria passione la devono far coincidere con gli impegni lavorativi e con la famiglia. Se chi siede nella stanza dei bottoni tenesse ai tifosi non avrebbe partorito idee come la norma sulla discriminazione territoriale. Se il pubblico che frequenta gli stadi fosse tenuto in giusta considerazione, non verrebbe permesso che gli impianti siano fatiscenti, scomodi e in qualche caso anche pericolosi. Se si tenesse conto della loro importanza non ci sarebbe, quasi a cadenza annuale, un’inchiesta sul calcioscommesse che poi finisce molto spesso con pene sommarie in cui a pagare è molto spesso solo il “pesce piccolo”; pene che poi nei vari gradi di giudizio vengono abbreviate fino quasi a diventare sanzioni pecuniarie. Se si prestasse attenzione ai tifosi, questi non si ritroverebbero, nella settimana che dovrebbe portare all’inizio dei campionati, a non sapere se sabato e domenica si giocherà; non li si costringerebbe a domandarsi: “Ma il biglietto lo compro oppure aspetto le decisioni del Coni e della Figc?”. Se i personaggi che hanno umiliato il calcio italiano avessero rispetto dei tifosi, sarebbero già andati via da tempo per manifesta incapacità. (Gabriele Margani)

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