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Sindacati: no a chiusura sede Adisu di Cassino

Università CassinoLa Federazione Cisl Università della provincia di Frosinone scende in campo e denuncia la decisione del possibile accorpamento, da parte della Regione Lazio, di tutte le sedi Adisu esistenti nella regione (Adisu Roma Uno, Due, Tre, Adisu Viterbo e Adisu Cassino) in un’unica azienda centralizzata, dislocata, ovviamente, nella Capitale. Tutto ciò comporterebbe, per il territorio della provincia di Frosinone e per la città di Cassino, l’ennesimo smantellamento di uffici pubblici, con un grave danno per l’utenza, che si vedrebbe privata di un servizio essenziale, che, nello specifico, interesserebbe gli studenti già iscritti e quelli che si iscriveranno in futuro all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, al Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone e all’Accademia di Belle Arti di Frosinone.
L’idea di accentrare in un’unica sede romana tale azienda ha lo scopo di ottenere un risparmio economico in applicazione della famigerata spending review, che, al contrario, non terrà minimamente in conto i disagi che arrecherà agli studenti che si vedranno costretti, per usufruire dei servizi di Laziodisu, di recarsi a Roma, con un aggravio di spesa che peserà sul bilancio familiare; per non parlare dell’ennesima chiusura di un servizio pubblico che si aggiunge a quelli già posti in atto nel nostro territorio, che lo hanno impoverito e privato di servizi essenziali per il cittadino.
Si ricorda che l’Adisu di Cassino è molto attivo per ciò che riguarda interventi, servizi e prestazioni per il diritto allo studio, articolati in borse di studio, servizi di ristorazione e posti alloggio presso le residenze universitarie. L’azienda promuove significative iniziative culturali, fra le quali ART-E-DISU, CIN-E-DISU e N.AUT.IT, oltre ad essere molto attiva nell’ambito dell’orientamento in itinere e dell’orientamento al lavoro, grazie alla collaborazione con jobsoul, promuovendo infine interventi per studenti disabili e di medicina preventiva.
Alla luce di tutto ciò la Federazione Cisl Università chiede, a chi di competenza, un intervento serio che vada a scongiurare questa possibile chiusura e di fare luce sulla veridicità di questo progetto regionale, che, se trasformato in legge, causerebbe alle strutture su menzionate una perdita pesante in termini di nuove iscrizioni, ma anche di trasferimenti degli attuali studenti per mancanza di servizi.

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