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Calcio, quei petardi che non aiutano il Frosinone

Frosinone LegeaQualche mese fa Il Sole 24 Ore pubblicò un’inchiesta sugli ingaggi dei calciatori di Serie A e Serie B. Nel torneo cadetto il reddito medio dei giocatori è di 76.000 euro. Oggi il Frosinone è stato multato per una cifra – 2.000 euro – pari a circa un terzo dello stipendio mensile medio di un proprio calciatore. Chi ha sparato quei petardi sabato scorso ha aiutato la società oppure l’ha danneggiata? La domanda è retorica, la risposta la conoscono tutti.
Frosinone e il Frosinone si sono distinti nel corso degli ultimi anni per il colore e la simpatia della tifoseria. Come dimenticare quella divertente trovata nella trasferta di Modena, quando i sostenitori giallazzurri, con la salvezza della squadra ormai in tasca, si presentarono allo stadio “Alberto Braglia” in tenuta… da mare, con tanto di braccioli e salvagente? Oppure il pallone Super Santos con cui i tifosi giocarono in Curva Nord il giorno della matematica retrocessione in Lega Pro nel 2011? Episodi, questi, che si scontrano con chi mette a rischio l’incolumità di altri tifosi facendo esplodere inutili e pericolosi petardi.
Perché sabato scorso qualcuno è rimasto ferito, per fortuna in maniera leggera, e un tranquillo pomeriggio poteva finire in modo drammatico. La prossima volta potrebbe andare diversamente e allora è il caso che i petardi vengano lasciati a casa.

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