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Ceccano, un concerto per conoscere Licinio Refice a 60 anni dalla morte

Licinio ReficeRefice… Refice… Refice chi? Gli è stato intitolato il Conservatorio di Musica, una strada a Frosinone, ogni tanto si cerca di riproporne musiche e composizioni, ma Licinio Refice, nato a Patrica il 12 febbraio 1883, rimane ancora per i più un grande sconosciuto. Eppure fu famosissimo ed apprezzatissimo musicista, forse il più importante a metà del secolo XX. Le sue opere hanno avuto come interpreti i migliori direttori, in particolare Arturo Toscanini, e i migliori cantanti come Renata Tebaldi, ma tra i suoi conterranei è ai più quasi sconosciuto. Per questa ragione giovedì prossimo, 60° anniversario della sua morte, avvenuta a Rio de Janeiro nel 1854, il Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres presenterà un’azione musicale per ricordarne la figura umana e tracciarne un profilo artistico. Con i cantanti Vittoria D’Annibale, soprano, Cinzia Cristofanilli, soprano, Mariagrazia Molinari, soprano, Fabiola Mastrogiacomo, mezzosoprano, Enrico Talocco, tenore, la pianista Chiara Olmetti e il Coro del Concentus ci saranno il professor Marcello Carlino, ordinario di Letteratura italiana all’Università Sapienza di Roma e presidente del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone, e Don Michele Colagiovanni, biografo di Refice, curatore del sito Una stanza per Refice, che aiuteranno il pubblico a comprendere meglio la temperie culturale degli anni di formazione di Refice e poi gli elementi centrali della sua biografia. L’azione scenica che farà da cornice alle musiche di Refice è nata da un’idea di Mariagrazia Molinari, mentre la direzione del concerto è affidata a Mauro Gizzi. Il concerto avrà luogo nella Chiesa di San Giovanni Battista a Ceccano proprio nel giorno del XII anniversario della morte improvvisa di un altro grande prete della diocesi di Ferentino, monsignor Antonio Piroli, per 40 anni arciprete nella cittadina fabraterna. Monsignor Piroli, da bambino, incontrò Refice: entrambi, infatti, avevano studiato nei seminari di Ferentino e Anagni, con lo stesso cursus studiorum.

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