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La storia di tre sorelle di Gallinaro che si imposero nella Parigi di fine ‘800

Sorelle CairaSiamo a Parigi, negli ultimi anni dell’800; la Capitale francese vive un periodo di grande risveglio economico, industriale e culturale e si afferma come culla indiscussa dell’arte e della cultura europea, attirando a sé artisti, pittori e scultori da ogni parte del mondo.
Nascono così, una dopo l’altra, le Académies private (la Julian, la Carmen e la Colarossi sono le più note), dove s’insegnano la pittura e la scultura secondo il metodo classico del ritratto dal vivo: modelli e modelle provenienti da ogni dove affollavano le strade di Parigi offrendo la propria bellezza ad artisti e insegnanti; molti di loro sono italiani e, fra questi, una vasta componente è partita proprio dal nostro territorio.
C’è, in particolare, una famiglia, originaria di Gallinaro e composta dal signor Silvio Caira, sua moglie Domenica e i loro cinque figli (Antonio, Carlo, Maria, Anna e Giacinta), che in quel periodo risiede nella Capitale francese e nell’arco di un quarto di secolo vi lascerà un’impronta indelebile.
La storia ha a che vedere con le tre sorelle, Maria, Anna e Giacinta, che praticarono la professione di modelle e furono protagoniste indiscusse della rinomata Académie Vitti.Sorelle Caira1
La prima delle tre, Maria, avrà un ruolo determinante nella fondazione e nel successo dell’Accademia: dopo aver sposato Cesare Vitti e fondato intorno al 1894 l’Académie a Montparnasse, Maria (meglio nota come Madame Vitti), che era una donna affabile e dalle spiccate capacità empatiche, non solo attirò allievi e allieve da tutto il mondo, ma convinse anche i più prestigiosi artisti dell’epoca (per i quali aveva posato fin da giovanissima offrendo loro la sua perfetta bellezza) ad esaminare e correggere i disegni degli iscritti all’Accademia.
Maria, con i suoi modi e il suo carattere intraprendente, fece dell’Académie Vitti uno dei più apprezzati e frequentati centri culturali e artistici parigini, se non addirittura il primo.
Anche Anna Caira, la secondogenita, aveva posato a lungo come modella nei salotti parigini, ma è ricordata soprattutto per la sua produzione poetica e le sue liriche.
Sorelle Caira2Anna era indiscutibilmente bella ed estremamente devota al suo secondo marito, Henry Antoine Meilheurat des Pruraux.
Al suo fascino non si sottrasse persino Giovanni Papini, scrittore e letterato dell’epoca, che celebrò le sue lodi in un famoso articolo in cui sottolineava la sua bellezza fisica quanto le sue doti intellettuali.
La terza sorella, Giacinta, fu anch’essa modella presso l’Académie e visse la sua intera vita da nubile, sotto lo stesso tetto della sorella maggiore Maria e suo marito.
L’arte respirata all’interno dell’Accademia la spinse a dipingere, strada alla quale rimase fedele fino al termine della sua vita.
Fin dall’inizio della sua attività l’Académie Vitti fu riservata esclusivamente alle donne, in particolare di provenienza anglo-americana; queste si radunavano al termine delle lezioni nei due principali Cafè di Montparnasse, Le Dome e La Rotonde, disinvolte nei loro abiti succinti, fumando sigarette e mostrandosi in pubblico senza essere accompagnate; e benché la loro presenza scandalizzasse i benpensanti parigini, il loro spirito d’indipendenza e di libertà incuriosiva invece le donne francesi, che in qualche occasione le imitavano.Sorelle Caira3
L’Académie Vitti ebbe lunga vita, proseguì i suoi insegnamenti senza interruzioni per circa 25 anni (fino al 1914), alimentando quel clima cosmopolita-intellettuale tipico della Montparnasse del tempo, ma cessò l’attività con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando l’intera famiglia Caira-Vitti, spaventata, fece rientro in Patria.
Dallo scorso anno è visitabile ad Atina la casa museo intitolata “Académie Vitti”.
Il materiale in esposizione è quello che gli eredi della famiglia Caira-Vitti hanno custodito nella casa dove le sorelle avevano vissuto fino alla morte: schizzi e disegni di nudo realizzati su carta a matita o carboncino provenienti dall’accademia parigina ed eseguiti da allievi e maestri, fotografie di modelli in costume utilizzate per le lezioni (realizzate da alcuni dei maggiori fotografi dell’epoca come Nadar e Naudet), cartoline postali e illustrate, quadri e disegni di mano di Giacinta stessa, opere di collezione, mobili e oggetti d’arredo, fotografie di famiglia e d’atelier che oggi testimoniano la quotidianità dell’insegnamento nella sede parigina di Boulevard de Montparnasse.

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