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Roccasecca, i lavoratori della Ideal Standard chiedono un piano industriale

Ideal Standard«Servono maggiori dettagli sul piano industriale 2015-2017 per poter comprendere se la strategia dei vertici Ideal Standard possa garantire davvero i livelli occupazionali degli stabilimenti italiani nel prossimo triennio».
Lo ha detto Eliseo Fiorin, della segreteria nazionale dell’Ugl Chimici, al termine dell’incontro di oggi presso il Mise, spiegando che «abbiamo dunque chiesto un nuovo incontro in sede ministeriale a stretto giro, nel quale l’azienda ci presenti maggiori dettagli sulle azioni commerciali e di marketing e sulla situazione delle sedi di Milano e di Bassano Bresciano».
«Vogliamo insomma avere un quadro completo – prosegue Fiorin – per verificare se il piano, definito sulla base di previsioni di mercato negative, sia in grado di dare la spinta necessaria ad agganciare la ripresa e a non far semplicemente “galleggiare” l’azienda con rischi per la futura salvaguardia dell’occupazione. Non vorremmo che lavoratori che hanno già dovuto accettare il ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare quelli delle sedi produttive di Roccasecca e Trichiana, siano penalizzati da scelte miopi e poco lungimiranti».
«Per quanto riguarda in particolare la situazione di Orcenico – aggiunge -, abbiamo chiesto che si proceda speditamente e si faccia tutto il possibile per mettere gli ex dipendenti che hanno costituito la cooperativa interessata a rilevare il sito nella condizione di portare avanti un progetto importante per il proprio futuro e per quello del territorio. Da esso, inoltre, dipende anche la definizione delle produzioni di Trichiana».
Presente all’incontro anche Gerardo Gatta, della segreteria provinciale dell’Ugl Chimici Frosinone, che ha sottolineato come «i lavoratori di Roccasecca siano pronti a dare il massimo impegno per contribuire a superare la congiuntura negativa, ma è necessario che l’azienda sappia investire sul proprio patrimonio produttivo in un’ottica propositiva, considerando il lavoro un fattore di rilancio e non un costo da tagliare».

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